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Speziale attacca Cardinale
«Con lui il Pd cola a picco»

«A Caltanissetta vincevamo sempre, ora con Sicilia Futura si perde»

Speziale attacca Cardinale «Con lui il Pd cola a picco»

«La popolarità di Renzi in politica, in Sicilia, ha subito una frenata perché nei territori di ripropone il vecchio schema di intruppare voltagabbana e trasformisti. L’interprete più autentico di questo fenomeno è Totò Cardinale. A Caltanissetta il centrosinistra vinceva sempre. Da quando Cardinale si è schierato con noi, si perde».

Non crede di essere piuttosto duro nel suo giudizio?

«Chi pensa di fare una politica mestierante per la mera gestione del potere, senza ancoraggio ai valori, è fuori strada. E questo ha portato Renzi alla sconfitta. Senza etica di partito non si va da nessuna parte».

Non sembra, considerato ciò che è accaduto in Italia e in Sicilia, che il Pd sia il detentore unico della moralità politica.

«In Sicilia c’era la corrente “Innovazioni” della quale facevano parte Genovese, Riggio e Vitrano che hanno finito con dare del Pd l’immagine di un partito che aveva fatto della gestione del potere la sua bandiera. Bisogna riprendere il dialogo con la gente, battersi contro le diseguaglianze sociali e contro il trasformismo dei voltagabbana. Se il Pd vuole cambiare la Sicilia deve rivolgere la sua attenzione alla fasce più deboli, altrimenti rischiamo di andare incontro a nuove sonore sconfitte».

Però, i voti di Sicilia Futura vi hanno fatto comodo.

«A differenza di quanto sostenuto da qualcuno, ritengo che in Sicilia abbiamo perso a causa della politica di gestione calcolatrice che ha allontanato gli elettori dal Sì».

Alle elezioni europee, in Sicilia, il Pd ottenne il 33% dei voti, quasi 8 punti in meno del risultato nazionale, grazie ai voti di Sicilia Futura e Sicilia democratica.

«In Sicilia siamo sempre stati 7-8 punti percentuale in meno del partito nazionale. In occasione delle elezioni europee, la gente votò Renzi perché il suo progetto era sembrato positivo. Alle elezioni europee, Sicilia democratica si identificò col Pd. Altra cosa è avere messo insieme un pugno di deputati solo per la gestione del potere, passando da un partito all’altro, come si fa cambiando ogni giorno la camicia. I voti degli altri, secondo me, sono stati ininfluenti».

Anche il Pd ha accolto deputati eletti in altri partiti.

«Ma “Articolo 4” ha chiesto di aderire al Pd, accettando le regole del nostro statuto. Nel partito bisogna reintrodurre metodi in grado di parlare all’elettore di sinistra che ha abbandonato il Pd, non riconoscendosi più in questo partito».

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