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Processo per disastro ambientale a Gela, il giudice ricusato dai 22 indagati dell'Eni

I difensori degli inquisiti, che respingono ogni addebito, hanno presentato istanza di ricusazione nei confronti del gup perché in passato si sarebbe già pronunciato su uno degli episodi di inquinamento contestati nell’attuale procedimento

Processo per disastro ambientale a Gela, il giudice  ricusato dai 22 indagati dell'Eni

GELA - Iniziata nel tribunale di Gela e subito rinviata al 22 febbraio prossimo l'udienza preliminare per l’ipotesi di reato di «disastro colposo innominato», formulata dai pm al termine di una maxi inchiesta ambientale su 10 anni di inquinamento, che vede indagate 22 persone, tra direttori e tecnici della Raffineria e dell’Enimed, nei cui confronti la procura della Repubblica chiede il rinvio a giudizio. I difensori degli inquisiti, che respingono ogni addebito, hanno presentato istanza di ricusazione nei confronti del gup, Paolo Fiore, attuale presidente del tribunale gelese, perché in passato si sarebbe già pronunciato su uno degli episodi di inquinamento contestati nell’attuale procedimento.

 
La richiesta degli avvocati della difesa passa ora all’esame della Corte d’Appello di Caltanissetta che sarà chiamata a deciderne la fondatezza giuridica.

 

L’udienza di stamani ha visto presenti le numerose parti civili (ministero dell’ambiente, Regione Sicilia, Comune di Gela, associazioni ambientaliste, i lavoratori aderenti all’osservatorio sull'amianto, Ona, e alcuni degli agricoltori danneggiati) che però attendono di essere ammesse al processo. Nutrita anche la presenza di militanti del M5s il cui Meetup aveva lanciato l’invito a presidiare oggi il palazzo di giustizia con l’ashtag #andiamointribunale.

 

Pesanti le accuse per le quali gli imputati rischiano il processo: dal disastro innominato alle emissioni fuggitive dalla centrale termoelettrica e dalle torce, dalle contaminazioni da pet coke del terreno alle mancate bonifiche. Rispondono anche di varie ipotesi di danneggiamento, di getto pericoloso di cose, nonché di violazioni dell’Aia. Per queste accuse, il procuratore Lucia Lotti ha già chiesto il rinvio a giudizio di Giuseppe Ricci, Battista Grosso, Bernardo Casa, Pietro Maria Michele Caciuffo, Pietro Guarneri, Paolo Giraudi, Lorenzo Fiorillo, Antonino Galletta, Renato Maroli, Massimo Barbieri, Luca Giuseppe Pardo, Alfredo Barbaro, Settimo Guarrata, Michele Viglianisi, Rosario Orlando, Salvatore Antonino Losardo, Arturo Anania, Massimo Pessina, Enzo La Ferrera, Marcello Tarantino, Gaetano Golisano, Emanuele Caiola e per la Raffineria di Gela spa.

 

Nel corso delle indagini sono state esperite perizie per accertare il disastro ambientale prodotto dal polo industriale e sono stati eseguiti due incidenti probatori per accertare i danni prodotti dall’inquinamento nei terreni ricadenti nelle aree limitrofe al polo industriale, alle colture con grave pericolo per la collettività.

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