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Tubercolosi bovina e brucellosi umana, boom di casi in Sicilia: e Crocetta sposta i veterinari Asp

Dopo l'operazione di Messina contro la macellazione clandestina, dilaga l'allarme sulle carni infette

Tubercolosi bovina e brucellosi umana, boom di casi in Sicilia: e Crocetta sposta i veterinari Asp

PALERMO - In Sicilia è boom di casi di tubercolosi bovina. Nel 2016 l’incidenza, secondo la commissione speciale istituita dalla Regione, risulta pari al 3,75% rispetto alle aziende controllate, a fronte di una media nazionale dello 0,2%. «E' un dato enorme e allarmante», ha spiega il veterinario Vincenzo Di Marco, a capo della commissione speciale sul fenomeno della macellazione clandestina di carni istituita dalla Regione. Il dato colloca la Sicilia all’ultimo posto in Italia in termini di sicurezza delle produzioni. Ma gli allarmi non si fermano qua: su circa 200 casi di brucellosi umana registrati in Italia, nel 2016 ben 130 si sono verificati nella zona sud dell’area metropolitana di Messina. A denunciarlo è stato il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, che ha fornito insieme con Di Marco i dati della commissione speciale.

 

 
Dopo gli arresti di ieri a Messina, con l'operazione “Gamma Interferon” che ha svelato un giro di carni macellate senza controlli sfociata in 33 misure cautelari col coinvolgimento di veterinari e amministratori pubblici infedeli, Crocetta ha parlato di «mercato della carne in mano a Cosa nostra» e di «sistema di complicità», tirando in ballo proprio i veterinari incaricati di effettuare i controlli. E infatti Crocetta ha annunciato «una maxi-rotazione dei veterinari nelle Aziende sanitarie provinciali siciliane». Il governatore ha sottolineato che il valzer di veterinari «comincerà dall'Asp di Messina». 

 

«E’ una situazione terrificante - ha detto Crocetta - basti pensare che solo nelle provincia di Messina l’anno scorso abbiamo registrato il furto di 30 mila ovini e di 6 mila bovini che probabilmente sono poi stati macellati clandestinamente e immessi sul mercato senza controlli, il tutto con la supervisione della mafia». 

 

Denuncia che il presidente della Regione aveva fatto subito dopo il fallito attentato a Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi che sta conducendo una battaglia contro i pascoli in mano alle famiglie mafiose dei tortoriciani e di Barcellona Pozzo di Gotto. «Avevamo detto che era la spia di una realtà sommersa ma avevamo anche detto che il problema dei Nebrodi non riguardava solo l’acquisizione dei terreni per i pascoli per innescare un meccanismo di truffe miliardarie nei confronti dello Stato, della Regione e dell’Ue per accedere alle contribuzioni. Qui la materia non è solo la truffa ma l’attentato all’incolumità e alla vita delle persone, legata alla macellazione clandestina di carni, con dati impressionanti».

 

Il governatore ha anche detto che «nell’inchiesta della Procura di Messina che ha portato agli arresti per la macellazione clandestina, la Regione non è stata parte passiva ma ha collaborato. Gli inquirenti non hanno trovato una Regione che copriva le carte o non le recuperava, ma che ha fornito la massima collaborazione e si pregia di farlo». 

 

Dal canto suo, l'assessore regionale alla Sanità Baldo Gucciardi ha annunciato «un emendamento concordato col presidente Crocetta alla legge di stabilità sbloccherà i concorsi pubblici per l’assunzione di veterinari, con l'obiettivo di potenziare i servizi ispettivi».

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