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Cga, voti aspiranti avvocati devono essere chiari e motivati

Accolto l'appello a difesa di giovani praticanti avvocati messinesi la cui prova era stata ritenuta insufficiente senza spiegazione alcuna

Cga, voti aspiranti avvocati devono essere chiari e motivati

PALERMO - Gli aspiranti avvocati devono essere valutati dalle commissioni con un voto chiaro e motivato. E' il principio espresso dai giudici del Cga che, ribaltando la posizione del Tar di Catania, ha accolto l’appello dell’avvocato Santi Delia a difesa di giovani praticanti avvocati messinesi la cui prova era stata ritenuta insufficiente senza spiegazione alcuna. Secondo il Cga «il riferimento che viene fatto dalla commissione d’esami ai criteri di giudizio, per la sua genericità, non appare adeguato a fare ritenere superata la censura di assenza di motivazione del provvedimento negativo».

La Commissione della Corte d’appello de L’Aquila, che aveva il compito di correggere gli elaborati degli aspiranti avvocati messinesi, «aveva introdotto - dice Delia - un metodo di correzione assai originale nel tentativo di superare il vaglio del giudice amministrativo che, lo scorso anno, aveva ritenuto illegittima la bocciatura sulla base del solo voto numerico. Se devi bocciare, aveva detto l’anno prima il Tar Catania, devi motivare non basta valutare 25 o 28 un compito. La Commissione abruzzese, allora, aveva apposto un timbro a tutti gli elaborati dei messinesi bocciati con il quale "motivava" le proprie decisioni: il compito, ad esempio, è da 25 con riguardo ai criteri generali a, b, e c». Ma secondo il Cga non è sufficiente. Adesso andranno rivalutati anche gli elaborati dei candidati messinesi.

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