home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Uccisione attentatore di Berlino, un controllo tra tanti e Luca, agente siciliano in prova, diventa eroe

E' stato lui a "freddare" senza esitazione nel milanese, Anis Amri, il tunisino 21enne, accusato di essere il killer della strage nella città tedesca. Il collega di Scatà, Cristian Movio è rimasto ferito

Uccisione attentatore di Berlino, un controllo tra tanti e Luca, agente siciliano in prova, diventa eroe

PALERMO - Sembrava una nottata come un’altra per la volante "AlfaSesto", di turno nel popoloso centro alle porte di Milano. Ma quello che era partito come un controllo di routine, si è improvvisamente trasformato in uno scontro a fuoco che ha lasciato su terreno il ricercato numero 1 in Europa: il tunisino Anis Amri, presunto autore della strage di Berlino.
Questo il "film" dell’intervento.
Alle 3 della notte scorsa la volante percorre la zona della stazione di Sesto San Giovanni. Alla guida c'è l’agente in prova Luca Scatà; accanto a lui il capopattuglia, l’agente scelto Cristian Movio. L’attenzione degli agenti è attratta da un uomo con uno zainetto sulle spalle, solo, a piazza Primo Maggio, davanti alla stazione. La volante si accosta, Movio scende dall’auto e si avvicina per chiedere i documenti. «Sottoponevano a controllo uno straniero appiedato nei pressi della stazione ferroviaria», si legge nel verbale redatto dal Commissariato di Sesto. L’uomo risponde di non avere il documento con sè, ma di essere di Reggio Calabria. L’accento del soggetto, che appare "tranquillissimo", non convince però il capopattuglia che lo invita a rovesciare il contenuto del suo zainetto sul cofano della volante.


A quel punto il tunisino, dopo aver tolto alcuni oggetti per l'igiene personale, «estrae da uno zaino una pistola calibro 22" e spara colpendo Movio alla spalla destra urlando «poliziotti bastardi». L’altro agente, Luca Scatà, risponde al fuoco e centra l’aggressore al costato. Intervengono i rinforzi, vengono subito prestate le prime cure sia al poliziotto ferito che al tunisino rimasto a terra. Ma, dopo alcuni minuti di tentativi di rianimarlo con flebo e sondino per l’ossigeno, l’uomo muore.
Nell’immediatezza dell’evento non erano stati fatti collegamenti con il tunisino ricercato per l’azione di Berlino ed il verbale concludeva riferendo che «il soggetto è sprovvisto di documenti e non risulta nell’immediatezza identificabile». Poi la comparazione delle impronte digitali e la scoperta: lo sconosciuto ucciso nel piazzale davanti alla stazione di Sesto era Anis Amri.

Il sogno di Luca, agente siciliano in prova diventato eroe. Il racconto della madre

Palermo - Il sogno di indossare la divisa della Polizia l’ha avuto fin da piccolo. E alla prima occasione ha tentato il concorso. «Mamma il mio destino è questo», ha detto quando ha comunicato ai suoi che aveva superato l’esame e che stava per lasciare l’università. «E noi l’abbiamo assecondato perché sapevamo che era questa la sua strada», racconta la madre, Pinuccia Scatà, casalinga. Luca, il figlio di 29 anni agente in prova che, la scorsa notte, insieme a un collega, ha fermato e sparato al tunisino autore della strage di Berlino, l'ha sentito stamattina presto.


«Mi ha chiamato temendo che avrei sentito alla tv la notizia della sparatoria e che potessi preoccuparmi», dice. «So che oggi parlarci sarà difficile, deve rispondere ai magistrati, ma a noi basta che stia bene. Ci facciamo da parte e aspettiamo».
Determinato, deciso, forte, i genitori lo descrivono così. Ne parlano con orgoglio. «Abbiamo superato insieme momenti molto difficili. Uno, quando ha avuto un incidente gravissimo: è rimasto vivo per miracolo», racconta il padre, Giuseppe, dipendente comunale a Canicattini Bagni, paesino della provincia di Siracusa in cui il ragazzo è cresciuto.


E’ andato via per l’università, si è trasferito a Catania, poi, dopo il concorso in polizia, ha lasciato la Sicilia. «A me dispiace che il giovane tunisino sia morto, era solo un ragazzo - dice la madre - ma sapeva i rischi che avrebbe corso seguendo il percorso che ha intrapreso». Quasi coetanei Luca e Anis Amri, 25 anni, passato turbolento in Tunisia, sbarcato in Italia nel 2011 con uno dei tanti barconi giunti dall’Africa. Violento, arrestato e condannato in Italia il nordafricano radicalizzato in carcere. La notte scorsa, quando Luca e il collega l’hanno fermato, ha tirato fuori la pistola pronto a far fuoco. «Due storie così diverse le loro», dice la donna. «Due ragazzi - aggiunge - che hanno avuto vite opposte. Luca con la passione per la giustizia e la divisa, lui finito nel baratro dell’ integralismo e del terrore».


A Milano il giovane agente ha scelto di andare. Dopo la scuola della Polizia di Campobasso ha indicato il capoluogo lombardo tra le sedi possibili. «Ce l’hanno mandato. Era felice - racconta la madre - A novembre siamo andati al suo giuramento. ha un sacco di amici, anche perché è un ragazzo molto socievole». Per il lavoro ha una vera dedizione. «Non si lamenta mai - spiega Pina Scatà - ieri sera l’abbiamo sentito prima che cominciasse il turno di notte. Non gli ho mai sentito dire "sono stanco"».
 «Quando ha deciso di lasciare Ingegneria Informatica e ci ha detto che avrebbe fatto il poliziotto abbiamo messo in conto che avrebbe corso dei rischi, ma l’abbiamo assecondato. Era giusto così», racconta la donna. I genitori di Luca hanno un’altra figlia che vive a Padova e studia Psicologia. La famiglia si sarebbe dovuta riunire per Natale. «Vediamo se potrà venire», dice, in questo momento a me basta che stia bene.
E a chi chiede a lei e al marito cosa si prova ad avere un figlio divenuto un eroe risponde: «non parlerei di eroismo. Luca ha fatto quel che doveva. Ha dentro una gran forza e crede nel suo lavoro. E’ solo questo, di eroico non c'è nulla». 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa