home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Gela, la confessione della madre: «Sofia e Gaia le ho uccise con le mie mani»

Giuseppa Savatta interrogata in ospedale avrebbe detto di aver assassinato le figlie soffocandole e non avvelenandole con la candeggina: «Volevo morire anche io ma non ci sono riuscita»

Gela, la confessione della madre: «Sofia e Gaia le ho uccise con le mie mani»

GELA - «Ho ucciso le mie due bambine soffocandole con le mie mani. La candeggina non c'entra niente. L’ho usata per me perché volevo morire con loro, ma non ci sono riuscita». Ha confessato così, in un pianto dirotto, il suo duplice delitto Giuseppa Savatta, la donna 41enne di Gela, interrogata oggi dal procuratore, Fernando Asaro, e dal sostituto procuratore, Monia Di Marco, nel suo letto dell’ospedale  «Vittorio Emanuele» dove si trova ricoverata e piantonata dai carabinieri, in stato di arresto.

 

E’ stata la stessa Savatta, insegnante di sostegno in una scuola media, a volere chiarire la dinamica dei fatti. Tra molti vuoti, tanti «non ricordo bene» e in uno stato psichico ancora confuso, tra le lacrime avrebbe raccontato ai magistrati che amava follemente le proprie figlie, Maria Sofia di 9 anni, e Gaia di 7, perché erano il suo vero e unico amore. Voleva stare sempre con loro ma temeva di perderle.

 
Avrebbe precisato che la crisi nel rapporto col marito non sarebbe stata determinante nella decisione di sopprimere le due figlie anche se secondo alcune indiscrezioni avrebbe anche detto che aveva paura che il marito gliele portasse via. Così ieri mattina  non sa come né perché, approfittando di averle in casa per le vacanze, ancora in pigiama le avrebbe abbracciate e, a una a una, strangolate. Poi, resasi conto di quello che aveva fatto, avrebbe tentato di uccidersi vicino alle figlie bevendo e versandosi addosso una notevole quantità di candeggina, per poi cercare d’impiccarsi nel bagno con il flessibile della doccia. L’arrivo del marito, Vincenzo Trainito, 48 anni, ingegnere e insegnante, le avrebbe impedito di portare a compimento il gesto.

 

All’interrogatorio ha assistito anche il legale della donna, Pietro Pistone. Domani Giuseppa Savatta dovrà rispondere alle domande del gip, Lirio Conti, nell’interrogatorio di convalida dell’arresto per duplice omicidio aggravato dalla discendenza.
Intanto, nel tardo pomeriggio è iniziata l’autopsia sui corpicini delle due bambine. Alle 19, una messa in suffragio delle piccole vittime è stata celebrata nella chiesa Regina Pacis su iniziativa della parrocchia. 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 3
  • capars

    29 Dicembre 2016 - 06:06

    La legge vieta la diffusione dei nomi e delle immagini di minori a qualunque titolo coinvolti in fatti che abbiano una rilevanza penale. Vergognatevi!

    Rispondi

    • Alfredo Zermo

      29 Dicembre 2016 - 17:05

      Le disposizioni che tutelano la riservatezza dei minori si fondano sul presupposto che la pubblicità dei loro fatti di vita possa arrecare danno alla loro personalità: in questo caso purtroppo le due bambine hanno perso la vita. In teoria, l’estrema tragicità dell’accadimento giustifica l’interesse della collettività ad una conoscenza approfondita del fatto. Né il codice di deontologia dei giornalisti, né la legge sulla privacy contengono riferimenti. Per cui l’interesse pubblico che inevitabilmente suscita la morte di un minore, provoca purtroppo un avanzamento dei limiti imposti al diritto di cronaca. Basti pensare a tanti minori uccisi negli utlimi anni in Italia e alle loro foto che sono circolate su tutti i media: dal piccolo Samuele Lorenzi a Cogne al piccolo Loris Stival a Santa Croce Camerina. Ci dispiace comunque se abbiamo urtato la sua sensibilità, ma ogni valutazione definitiva spetta al Garante per la protezione dei dati personali o in alternativa alla magistratura. la redazione

      Rispondi

      • capars

        29 Dicembre 2016 - 19:07

        Mi spiace smentirla. Le disposizioni dicono con chiarezza che né nome, né immagini del minore a qualsiasi titolo coinvolto possono essere divulgati. Mi piacerebbe più sapere in che cosa aumenti il diritto all'informazione conoscere il viso di queste povere innocenti vittime. Quanto al "anche in passato si è fatto così" lascio a chi ci legge il giudizio sull'argomentazione difensiva

        Rispondi

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa

CALENDARIO