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Palazzo degli Elefanti: in aula tra stakanovisti e “dissidenti”

Sebastiano Arcidiacono presente a 93 delle 94 sedute: «Ho fatto il mio dovere». Ludovico Balsamo c’è stato nel 27% dei casi: «No a presenze per far numero legale»

E’ uno dei dati che si desumono spulciando i numeri ufficiali di sedute e presenze/assenze sul sito ufficiale del Comune. E, a proposito di assenze, dall’altro capo della classifica c’è Ludovico Balsamo, (Fratelli d’Italia e gruppo misto per necessità) che risulta presente 26 volte sulle citate 94, vale a dire nel 27,6% delle sedute.

Numeri estremi fra i quali si celano molte curiosità. Secondo, con 91 presenze, Marletta, seguito da Sebastiano Anastasi e Tempio con 90. All’estremo opposto seguono Balsamo, ma distanziati, Nicotra con 32 e Tomarchio con 33 presenze. Trentadue presenze anche per il consigliere aggiunto Wamakulasurya. Un’ultima notazione: il periodo più prolifico per il Consiglio è stato marzo con 13 sedute, seguite da maggio con 11 e da giugno con 10 sedute. Il periodo più “povero” non è agosto, come si penserebbe, ma ottobre con solo 3 convocazioni. La seduta più lunga? Quella del 28 maggio con 5 ore e 45 minuti, la più corta quella del 3 agosto, aperta alle 19,23 e chiusa alle 19,25.

Ma le curiosità da sole non bastano e soprattutto non spiegano i numeri. «Attenzione - dice Arcidiacono, in vetta alla classifica - le presenze da sole non bastano a valutare la produttività di un consigliere. Diciamo che la presenza è importante ma è relativamente indicativa. Bisognerebbe guardare anche agli interventi in aula, alle proposte, agli emendamenti, agli ordini del giorno a ai regolamenti proposti. Per quel che riguarda me, credo di aver fatto solo il mio dovere - si schermisce -. Al di là del mio ruolo, che in fondo ho ricoperto poco perchè la presidente Raciti è quasi sempre presente, credo nell’aula come luogo di dibattito, come specchio in sedicesimo della città con tutti i suoi difetti e i suoi pregi. Per questo è importante partecipare; in questo senso mi rammarico per le modeste presenze del consigliere aggiunto che testimoniano che va trovato un sistema di integrazione migliore, per esempio attraverso l’attività delle commissioni da cui ora questa figura è esclusa».

“Rivendica” politicamente le sue tante assenze in aula Ludovico Balsamo, attivissimo presidente della Commissione Commercio. «A parte alcuni problemi personali, scelgo le sedute alle quali andare: faccio parte dell’opposizione, non vado se serve solo a fare numero legale e a parlare di varianti urbanistiche e debiti fuori bilancio. Perché il regolamento sui parcheggi pertinenziali da me proposto un anno e mezzo fa non va mai in aula? Perché sono ancora irrisolte le problematiche del commercio? Se continua così le mie presenze non aumenteranno di certo».

I numeri

Sono 45 i consiglieri comunali di Catania, ai quali sì è aggiunto il consigliere (definito “aggiunto”, infatti) espressione degli extracomuni-tari presenti in città.

Nell’elenco reperibile sul siti del Comune c’è anche un quarantaset-
tesimo nome che è quello di Russo che è subentrato a novembre a Nuccio Lombardo, nominato dal sindaco Bianco due mesi fa assessore al Commercio.

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