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La Regione vuole riacquisire gli immobili ceduti al fondo Fiprs

Il complesso progetto finanziario del governo Crocetta attraverso il Fondo pensioni dui regionali

La Regione vuole riacquisire gli immobili ceduti al fondo Fiprs

PALERMO - Riacquistare l’intera proprietà di 33 immobili ceduti al Fondo immobiliare Fiprs circa dieci anni fa, di cui la Regione siciliana detiene il 35%, attraverso la cessione prima della sua quota al Fondo pensioni dei regionali e poi autorizzando quest’ultimo, interamente controllato dall’amministrazione regionale, a rilevare anche la restante quota del 65% del Fiprs in mano ai soci privati Trinacria capital sarl e Sicily investments. E’ l’operazione che il governo di Rosario Crocetta intende portare a termine con una apposita norma inserita nella finanziaria 2017 ferma all’Assemblea regionale siciliana dallo scorso Natale, dopo la scelta di approvare l’esercizio provvisorio.

 
Un progetto finanziario complesso che comunque dovrà passare al vaglio del Parlamento siciliano che entro fine febbraio, alla scadenza del bilancio provvisorio di due mesi, dovrà esprimersi sulla norma. L’operazione prevede come primo atto il via libera al Fondo pensioni dei regionali, ente controllato dalla Regione, alla costituzione del ramo immobiliare: al momento il Fondo ha un patrimonio espresso in liquidità di circa 1 miliardo di euro, una parte del cash serve a pagare le pensioni, un’altra a dare anticipazioni e prestiti agevolati ai regionali che ne facciano richiesta e il resto è investito in operazioni finanziarie, in buoni del tesoro poliennali (Btp) e in certificati dello Stato a medio-lungo termine (Cct). Operazioni che, leggendo i bilanci del Fondo, fruttano in media rendimenti tra il 2,75 e il 4 per cento circa. In base al progetto, la Regione cederebbe al Fondo pensioni la sua quota di Fiprs per 20 milioni di euro, con uno sconto del 35% rispetto al valore degli immobili parametrato al 35% della quota pubblica del Fiprs, che secondo il governo sarebbe pari a 59 milioni di euro. 

 

Di contro la Regione quest’anno non verserebbe al Fondo i 60 milioni di copertura contributiva per i lavoratori che per legge destina ogni anno. Non solo, la norma della finanziaria autorizza poi il Fondo pensioni ad acquisire anche la quota del Fiprs in mano ai privati: la previsione era di perfezionare l’acquisto entro la fine di febbraio, data che slitterà di almeno due mesi sempre che la norma sia mantenuta nel testo di legge e approvata dall’Ars. Nella relazione tecnica alla finanziaria, il governo sottolinea che la Regione ha conferito al Fiprs 33 beni immobili, ubicati nell’intero territorio isolano, «dal valore di conferimento pari a 279,75 milioni». E che «il valore di mercato di Fiprs al 30 settembre 2016 è pari a 217,6 milioni di euro», con «una redditività media dalla costituzionale pari a 6,3%».

 

Al momento la Regione detiene 147 quote del capitale sociale di Fiprs, 137 sono in capo a Trinacria Capital e 136 nel portafoglio di Sicily Investments. «L'operazione di acquisto - sostiene il governo Crocetta - da un lato consentirà una maggiore redditività delle finanze del Fondo pensioni, dall’altro l’entrata pari a circa 20 milioni di euro, il valore di acquisto con uno sconto del 35% della quota della Regione siciliana. Soprattutto la Regione, per il tramite del Fondo pensioni, ritornerà nella proprietà al cento per cento dell’intero patrimonio immobiliare».

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