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Naufragio al largo della Libia: otto i morti, ma si teme disastro

Soltanto quattro i superstiti, ma a bordo dell'imbarcazione sarebbero stati in 107

Naufragio al largo della Libia: otto i morti,  ma si teme disastro

PALERMO - Il maltempo e le condizioni meteo proibitive non scoraggiano i '"mercanti di uomini" che continuano a far partire dal Nord Africa barconi carichi di migranti, molti dei quali sono destinati a fare naufragio facendo salire ancora il bilancio dei morti nel Canale di Sicilia. L’ultimo disastro, in ordine di tempo, è avvenuto oggi: un’imbarcazione è colata a picco a trenta miglia dalle coste libiche. Le unità della Marina italiane e alcuni mercantili, subito inviati nella zona dalla centrale operativa della Guardia Costiera, sono riusciti a recuperare solo quattro superstiti e otto cadaveri. Ma si teme che le vittime siano un centinaio: i sopravvissuti hanno infatti raccontato che i profughi a bordo di un mezzo erano 107 e difficilmente le navi e i mezzi aerei impegnate nelle ricerche dei dispersi riusciranno a trovare altre persone ancora in vita.


La contabilità delle vittime, purtroppo, viene aggiornata con il passare delle ore. Altri cinque cadaveri erano stati recuperati nel corso delle operazioni che ieri avevano consentito di trarre in salvo complessivamente 550 migranti. Tre morti erano su un barcone soccorso al largo di Lampedusa dalla nave Bettica della Marina Militare e dalle motovedette della Guardia Costiera; altri due sono stati recuperati dalla nave Aquarius della organizzazione umanitaria italo-franco-tedesca Sos Mediterranee, che opera in partnership con Medici senza frontiere. I due corpi senza vita erano sul fondo di un gommone sul quale viaggiavano complessivamente 195 persone, un numero senza precedenti come sottolinea Alexander Moroz, capitano della Aquarius: «Non abbiamo mai soccorso così tante persone a bordo di un battello così piccolo - spiega l’ufficiale -. Erano stipati come sardine».
La nave della Ong adesso sta facendo rotta verso il porto di Messina dove arriverà domani, intorno a mezzogiorno, con 300 profughi a bordo. Altri 109 sono stati infatti trasbordati da una nave della Marina Militare.
A Lampedusa, divenuta nuovamente base di smistamento dei migranti anche a causa delle avverse condizioni meteo nel Canale di Sicilia, sono invece sbarcate complessivamente nelle ultime ore 167 persone, oltre alle tre salme. Altri tre migranti che erano sul barcone, in gravi condizioni a causa dell’ipotermia, sono stati trasferiti in elicottero a Palermo. I soccorritori hanno raccontato che uno di loro era sepolto sotto i cadaveri dei compagni; un’altra è una donna incinta.


Meno drammatico è stato il viaggio di altri 61 migranti, tra cui alcuni neonati, intercettati all’alba di oggi lungo la strada che da Crotone conduce a Capo Colonna. Hanno raccontato di essere di nazionalità irachena ed iraniana e di essere salpati con una barca a vela dalla Turchia. Una volta raggiunta la costa italiana, sarebbero stati fatti sbarcare con un gommone. Sono tutti in buone condizioni e si trovano adesso nel Centro di prima accoglienza di Capo Rizzuto. 

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