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«Quei vigili urbani intascarono denaro e merce»

A Catania processo per peculato, abuso e falso. Le richieste del pm

«Quei vigili urbani intascarono denaro e merce»

Catania - Il sostituto procuratore generale Angelo Busacca, titolare dell’indagine che portò al rinvio a giudizio e oggi pubblico ministero in primo grado del processo a quattro vigili urbani (poi diventati tre per la morte di uno di loro, Gaetano Villa) ha avanzato le richieste di pena del processo davanti ai giudici della Terza sezione penale del Tribunale. Le richieste si riferiscono ai tre imputati rimasti nel dibattimento e accusati a vario titolo di peculato, omissione e falso in atto pubblico.

Il magistrato ha chiesto sette anni ciascuno per Santo Calderone e Giovanni Gemmellaro e cinque anni e sei mesi per Aldo Midolo. Per tutti è stata inoltre chiesta anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, essendo la pena richiesta superiore ai cinque anni. Richiesta di non doversi procedere, ovviamente per Gaetano Villa. Le proposte dell’accusa sono state avanzate al termine della requisitoria di ieri.

Gli imputati furono rinviati a giudizio poco più di due anni fa con l’accusa di avere sequestrato merce ad alcuni ambulanti abusando del proprio ruolo e senza redigere, o alterando i fatti, i verbali di sequestro. In una circostanza, secondo quanto denunciato successivamente da uno degli ambulantie riferito a un episodio del 29 giugno 2009, sarebbe stata portata via insieme alla merce esposta su una bancarella nei pressi del fiera di piazza Carlo Alberto, anche una cassetta contenente denaro contante, poco meno di duemila euro, stando a quanto denunciato. Chiusa nel novembre scorso la fase dell’istruttoria dibattimentale, da ieri il via alle conclusioni, con la requisitoria e le richieste di pena, prima di lasciare spazio alle parti civili e poi alle arringhe.

La prossima udienza è fissata per il 13 Aprile. Conclusi gli interventi dei difensori, è prevista la Camera di consiglio e poi la sentenza.

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