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Allarme slavine sul vulcano, ecco perché l'Etna non è come Rigopiano

«Valanghe, niente pericoli in pista». Il verdetto: rischio da 2 "moderato" a 3 "marcato" col caldo. In Abruzzo era pari a 4

Allarme slavine sul vulcano, ecco perché l'Etna non è come Rigopiano

Ogni mattina di buon ora, infatti, delle Unità specializzate inforcano gli sci per raggiungere la stazione di rilevamento manuale di Piano Provenzana. E noi, ieri, insieme al commissario superiore, Luca Ferlito, comandante del Nucleo operativo del Corpo forestale di Catania, abbiamo osservato le fasi di rilevamento dei dati. «Prima cosa da fare è osservare tutti i pendii», ci dice Alfio Stagnita, comandante del Soccorso montano della Forestale, che effettua i rilievi insieme con Nino Torrisi. «Oggi è tutto tranquillo, ma se dovessi accorgermi della presenza di crolli, che noi chiamiamo scaricamenti di neve di particolare rilevanza, ci avviciniamo con prudenza e ne valutiamo la pericolosità».

Gli uomini della Forestale ci sottolineano come sull’Etna il rischio di valanga sia remoto, anche perché l’orografia del territorio, il tipo di neve ed il fondo del terreno irto e spigoloso come quello lavico, frenino parecchio. Semmai possono verificarsi dei distacchi di neve, ma mai sulle piste sci di entrambi i versanti. Il pericolo maggiore di distacchi di neve può verificarsi dove le pendenze sono alte, come nella Valle del Bove, esattamente come ha sottolineato giorni fa il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, che ha avvertito freerider, sci alpinisti e ciaspolatori che si avventurano sui rischi che corrono.

Ma vediamo come vengono rilevati i dati sulla neve riportati in tempo reale sul web. Un metro fisso sulla struttura di rilevamento ci dice che lì la neve è alta un metro, con la Forestale che rileva le condizioni meteo, il vento e la visibilità. Poi con una sonda “penetrometrica” si misura la compattezza della neve, estrapolando una carota di neve si calcola il peso e con un sensore si rileva la temperatura in superficie ed in profondità. C’è pure una speciale lente che misura il diametro dei granuli di neve e ci dice se è fresca o meno, perché con il passare dei giorni la neve si trasforma.

Alla fine viene fuori il bollettino che calcola il rischio valanghe che in questo caso è zero, ma si mette pure un fattore di pericolo che, da una scala da 1 a 5, è stato calcolato 2, quindi “moderato”, ma che nelle ore più calde può aumentare e arrivare a 3, quindi “marcato”. «Mai – sottolinea il commissario Ferlito – sull’Etna il rischio è stato 4 come quello calcolato a Rigopiano». I dati rilevati vengono in tempo reale inviati a Palermo ed inseriti sul web.

 

«L’informazione dell’utente della montagna innevata – ci spiega il commissario Ferlito - è tesa ad aumentare le condizioni di sicurezza. Grazie a Meteomont i fruitori della montagna possono conoscere in dettaglio condizioni meteo e del manto nevoso e quindi decidere se esistono o meno le condizioni di sicurezza. Chiunque si avventuri in fuoripista però è bene che lo faccia sempre in sicurezza e con la necessaria attrezzatura».

Il rilevamento è finito, ma il lavoro della Guardia forestale continua. Bisogna assicurare eventuale assistenza ai turisti che cominciano ad arrivare numerosi per godersi lo spettacolo unico al mondo dell’Etna innevata e affrontare le piste da sci. Un passaggio presso la società che gestisce gli impianti di risalita quindi è d’obbligo. I vertici preferiscono non rilasciare dichiarazioni ufficiali, ma ci fanno capire subito e senza mezzi termini che, a loro modo di vedere, l’allarme lanciato sul rischio slavine sull’Etna è stato esagerato e inappropriato.

Il Cnsas (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico) però ribadisce quanto già affermato, ovvero che i rischi non si corrono né sulle piste da sci, né vicino alberghi, ristoranti o strutture ricettive, bensì nei pendii isolati come la Valle del Bove.

E allora agli utenti della montagna disciplinati, buon divertimento in grande sicurezza.

le 5 stazioni in Sicilia
La stazione di rilevamento manuale è lo strumento che permette il monitoraggio “nivometrico”. In Sicilia di stazioni simili ce ne sono 5, le due dei versanti nord e sud dell’Etna, e una rispettivamente a Floresta a Cesarò e a Piano Battaglia sulle Madonie. Quella di Piano Provenzana, ovvero Etna nord, si trova a quota 1.864 metri e fornisce un vero e proprio bollettino sulla neve: temperatura, peso e dimensioni dei granuli. Tutto per fornire le necessarie informazioni agli escursionisti.

Il rischio distacchi di neve può verificarsi dove le pendenze sono alte

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