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Lavoro che non c'è e dignità calpestate «Bisogna fermarli»

Le testimonianze dei lavoratori nei settori “caldi”: no ai voucher e ai subappalti selvaggi

Lavoro che non c'è e dignità calpestate «Bisogna fermarli»

A prendere la parola per primo è stato un arrabbiatissimo giovane lavoratore, Santo Sciuto, operaio Telecom (o Tim, come si chiama ora) impegnato, con i colleghi in una difficile vertenza. «Diritti e dignità? La mia azienda li sta calpestando». «L’azienda ci vuole imbavagliare - ha detto - negandoci anche la visibilità, quando noi siamo il motore della Telecom. A noi dicono che l’azienda è in crisi, ma nei mercati internazionali si presenta con grandi prospettive e spende milioni di pubblicità in tv. E intanto taglia, taglia persone e taglia salari. Dieci anni fa eravamo 120mila ora siamo 48mila e vuole ancora tagliare. E invece di farci lavorare al meglio, ci divide con i “premi” per chi produce di più e subappalta a dittarelle che utilizzano quando va bene i vaucher per pagare i loro lavoratori...».

Davide Cannone, che lavora per un impresa di pulizia all’aeroporto ha parlato invece di «lavoratori vessati e invisibili» e della necessità di cambiare le norme sugli appalti al centro del secondo quesito referendario. «Ogni cambio d’appalto - ha testimoniato - è sempre un terno al lotto. Nella migliore delle ipotesi si perdono ore e diritti».

Valentina Borzì, ex operatrice del call center Qè di Paternò, che nei mesi scorsi, insieme con i colleghi, si è vista licenziare nell’ambito di una vertenza a dir poco singolare, ha raccontato come «Da un giorno all’altro ci siamo resi conto che non avremmo più rivisto i nostri cinque stipendi arretrati e che saremmo stati licenziati, dopo averci tenuto per mesi nel limbo. Dopo una stremante lotta sindacale, siamo stati abbandonati da un’azienda che in Prefettura non ha dichiarato fallimento ma che, nonostante questo, non ci ha saldato né arretrati né Tfr. E tutto ciò è avvenuto nonostante l’intimazione del viceministro. Ci chiediamo ancora oggi: come è possibile che in Italia avvenga tutto questo?”. Ovviamente la clausola sociale che avrebbe potuto salvare i posti di lavoro, non è scattata. E se non li fermiamo, sarà sempre peggio».

Da Tiziana Scandura, lavoratrice Unicredit, l’invito, a proposito di lotte e di diritti, ad aderire, come ha fatto anche la Cgil allo sciopero internazionale delle donne per l’ 8 marzo. «Il precariato, la disoccupazione - ha ammonito - sono preamboli di genere alla violenza sulle donne».

Valerio Longo, guardia professionale giurata, ha parlato di un settore, quello della vigilanza che vive spessissimo cambi d’appalto, così come liberalizzazioni che ricadono sulla pelle dei lavoratori dimezzati a Catania in 10 anni e che producono spesso «vere e proprie truffe, nelle quali a perderci è anche lo Stato».

Emanuele Sciascia, lavoratore del Consorzio di Bonifica ha puntato il dito contro il proliferare indiscriminato di voucher «nelle grandi aziende, così come nelle piccole e grandi imprese artigiane: un modo per nascondere il lavoro nero. Per questo - ha concluso - li dobbiamo fermare».

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commenti 2
  • Nicosiagiuseppe

    Nicosiagiuseppe

    14 Novembre 2017 - 16:04

    Che tristezza davvero! Non riesco a capire tutta questa situazione che sto passando , inviando piu' di 40 curriculum, e non ho ricevuto neanche una telefonata per un colloquio, io non so come devo fare per poter lavorare .Io non so che manzione avete , solo per scrivere cartaceo, oppure aiutare le persone disabili con la legge 68/99. Percio io vi chiedo una soluzione per noi disabili , tipo me che non riesco a sopravvivere con una famiglia a carico. Vorrei cortesamente che voi mi rispondete alla mia lettera , perche' non e' possibile, che ho mandato piu' di 40 curriculm alle aziende che cercavano personale , categoria protetta , mi fa pensare che fanno entrare gli amici degli amici. E' non e giusto avere queste ingiustizie per una persona come che a lavorato da una vita , parlo x me ma anche persone come . Ci vuole trasparenza e aiuto da partev vostra , e' vi chiedo di passarvi la mano sulla coscenzia .

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  • Nicosiagiuseppe

    Nicosiagiuseppe

    14 Novembre 2017 - 16:04

    Che tristezza davvero! Non riesco a capire tutta questa situazione che sto passando , inviando piu' di 40 curriculum, e non ho ricevuto neanche una telefonata per un colloquio, io non so come devo fare per poter lavorare .Io non so che manzione avete , solo per scrivere cartaceo, oppure aiutare le persone disabili con la legge 68/99. Percio io vi chiedo una soluzione per noi disabili , tipo me che non riesco a sopravvivere con una famiglia a carico. Vorrei cortesamente che voi mi rispondete alla mia lettera , perche' non e' possibile, che ho mandato piu' di 40 curriculm alle aziende che cercavano personale , categoria protetta , mi fa pensare che fanno entrare gli amici degli amici. E' non e giusto avere queste ingiustizie per una persona come che a lavorato da una vita , parlo x me ma anche persone come . Ci vuole trasparenza e aiuto da partev vostra , e' vi chiedo di passarvi la mano sulla coscenzia .

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