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Pagina Fb contro Sant'Agata, i "devoti" fanno di peggio

Pesante reazione alla pubblicazione di scritti e riferimenti contrari alla festa, a chi la organizza e a chi vi partecipa

Pagina Fb contro Sant'Agata, i "devoti" fanno di peggio

Catania - Hanno reagito di brutto i “devoti” di S. Agata ritenutisi offesi dalla pagina “S. Agata ti odio”, aperta su facebook il 7 febbraio. Una pagina in cui sono stati pesantemente criticati i devoti e l’entourage che sta attorno alla festa, il carattere pagano della celebrazione e lo scarso livello socio-culturale dei partecipanti. Ad un’iniziativa del genere si sarebbe potuto e dovuto rispondere con delle semplici segnalazioni (magari alla Polizia postale) utili a consentire la disattivazione dell’utenza e perseguire eventuali ipotesi di reato. Invece la reazione del popolo dei devoti è apparsa peggiore dei contenuti proposti nella pagina stessa: dalle minacce di morte, ai malauguri sino ad un linguaggio scurrile, che fa passare quasi in secondo piano l’iniziativa insensata, in forma scritta e con messaggi vocali debitamente postati dal “proprietario” della pagina. Il tutto con costante disprezzo della lingua italiana.


La pagina “S. Agata ti odio”, di per se’, è di taglio infantile, presenta fotomontaggi di qualità scadente, aventi ad oggetto il busto reliquiario della Patrona. Diviene macabra con l’utilizzo di una foto di un carabiniere (Antonio Taibi) che ha perso la vita nell’esercizio delle sue funzioni, utile ad ulteriore dileggio e ancor più grave forma di dissacrazione.
L’epoca di internet e dei social network continua a denotare le sue carenze e i suoi difetti: tanto smartphone, poca cultura, inesistente senso civico e rispetto per le opinioni altrui, sia da parte di chi è autore di certi gesti offensivi e, ancor più, da parte di chi, in nome della difesa dei propri valori, mostra gli aspetti più gretti della propria personalità. E se a farlo sono le fasce d’età dai venticinque in giù (il futuro?) o quelle degli ultracinquantenni (gli educatori?), questa è la conferma che l’evoluzione sociale sta subendo un serio rallentamento.

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