WHATSAPP: 349 88 18 870

«In Sicilia è possibile mangiare sano e buono»

Franco Berrino, medico ed epidemiologo, spiega come stare a tavola "senza farsi male"

«In Sicilia è possibile mangiare sano e buono»

A Mascalucia per un corso di cucina macro-mediterranea, invitato dallo chef Domenico Privitera, Berrino, medico, epidemiologo, ex direttore del Dipartimento di Medicina preventiva e predittiva dell’Istituto dei Tumori di Milano, ha spiegato come la macrobiotica, dai più interpretata come la versione integralista della più triste gastronomia, possa avere il suo lato se non proprio divertente, quantomeno allegro.

Mai come in questo momento si parla tanto di cibo in televisione, ma questo gran parlare corrisponde ad una consapevolezza su quello che mangiamo?

«No. Dietro il cibo il televisione c’è il business dello spettacolo e dell’industria alimentare che ci propone dei prodotti. Consapevolezza sarebbe se in televisione si parlasse di cose serie, come il Codice europeo contro il cancro che è stato redatto dall’Oms e nel quale ci sono le raccomandazioni alimentari per ridurre il rischio di ammalarci di tumori».

Se le proponessero una trasmissione per divulgare questi argomenti accetterebbe?

«Sì, si può fare, certamente. Ma le grandi catene televisive hanno delle forti pressioni perché io non vada».

Eppure qualche raccomandazione su come mangiare meglio servirebbe...

«Serve per prevenire non solo i tumori ma tutte le malattie croniche. Il codice europeo per la prevenzione dice di basare la nostra alimentazione quotidiana prevalentemente (non esclusivamente) sul cibo di provenienza vegetale non indistrialmente raffinato con una varietà di cereali integrali (non il pane bianco), legumi, verdure e frutta, compresa la frutta oleaginosa (noci, nocciole, mandorle etc.), oltre ai semi (di lino, di sesamo, di zucca, di girasole etc). Raccomanda di evitare le bevande zuccherate, di andarci piano con i cibi ricchi di zuccheri e grassi (merendine, dolciumi, cibi pronti da mettere nel microonde), di limitare le carni rosse, di evitare le carni lavorate (i salumi), di andarci piano con l’alcool e con il sale».

Immagini una mamma “esaurita” di oggi che deve fare da mangiare per due bambini cresciuti a cotolette e patatine... come si fa? Non è difficile?

«E’ enormemente difficile, perché tutta la pressione culturale della pubblicità va in un’altra direzione, ma è come l’uomo ha sempre mangiato prima della rivoluzione industriale. Adesso la difficoltà per la gente è - almeno così dice - non avere tempo. Non ha tempo di cucinare il riso integrale perché ci vogliono 50 minuti per cuocerlo, ma non hai bisogno di starlo a guardare nella pentola, lo fai il giorno prima, si tratta di organizzare la propria vita. La gente mi dice che non ha tempo di cucinare e spende delle ore a guardare i cuochi che cucinano in tv?».

Ma lei ce lo vede un bambino mangiare un piatto di riso integrale e broccoli al ritorno da scuola? Come minimo te li lancia in faccia...

«Te li lancia se effettivamente è già stato plagiato da una certa alimentazione, però quello che devono fare i genitori, se hanno coscienza, è di mangiare bene loro per primi, perché, da che mondo è mondo, i bambini mangiano quello che mangiano i genitori. Voi in Sicilia, da un certo punto di vista, siete avvantaggiati perché, per esempio, c’è ancora una conoscenza delle verdure selvatiche che sono importantissime per la nostra alimentazione. Poi, però, siete stati plagiati dalla pubblicità e infatti la Sicilia è un posto dove i bambini sono grassi molto più che al Nord, quindi vuol dire che i bambini mangiano merda molto più che al nord e mangiano la merda delle merendine e delle bevande zuccherate».

La cucina mediterranea che livello di “considerazione macrobiotica” può avere?

«Ma voi avete tantissimi buoni esempi di quanto la cucina mediterranea sia perfettamente macrobiotica».

Un piatto simbolo?

«La pasta con il macco di fave».

La colazione ideale?

Crepes con farina di ceci oppure pane integrale con i semi, la vostra “ciciulena”, si dice così?, è perfetta».

Marmellata?

«Si può mettere tranquillamente specie se senza zucchero».

Che ha mangiato per colazione?

«Insalata d’arance con cipollotto, olio e pane integrale, che meraviglia che è!».

Franco Berrino, medico, epidemiologo, già direttore del Dipartimento di Medicina Preventiva e Predittiva dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Nella sua attività quarantennale di ricerca e prevenzione ha promosso lo sviluppo dei registri tumori in Italia e coordinato i registri tumori europei per lo studio della sopravvivenza dei malati (Progetto Eurocare). Ha coinvolto decine di migliaia di persone in studi sulle cause delle malattie croniche (Progetti Ordet e Epic). I risultati gli hanno consentito di promuovere sperimentazioni per modificare lo stile di vita allo scopo di prevenire l’incidenza e la progressione dei tumori (progetti Diana). Assieme a Luigi Fontana, altro medico ed Enrica Bortolazzi, giornalista, ha fondato l’associazione «La Grande Via» per favorire iniziative volte a promuovere la prevenzione delle malattie e la longevità in salute.

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa