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«Suo figlio ha avuto un incidente paghi me ed evitiamo problemi»

Nuova truffa ai danni degli anziani: chi si presenta è un finto avvocato

«Suo figlio ha avuto un incidente paghi me ed evitiamo problemi»

Il sistema è già stato collaudato e proposto ai danni di una signora di 83 anni, che è stata truffata della ragguardevole cifra di cinquemila euro.

Il fatto risale a qualche settimana fa, quando quello che era indiscutibilmente un finto avvocato ha preso contatti telefonici con la signora, sul cui conto doveva già avere assunto una serie di informazioni anche riservate, al fine di fare scattare l’imbroglio. La vittima, purtroppo, si trovava sola in casa e quando il “legale” le ha riferito che per togliere dai guai suo figlio, rimasto a sua volta coinvolto in un brutto incidente stradale, avrebbe dovuto consegnare una cifra in denaro che aveva a disposizione, la signora ci ha pensato un attimo su e poi, presa dal panico, ha deciso di acconsentire.

A quel punto, dopo qualche minuto, presumibilmente per evitare che la donna potesse assumere informazioni su quella strana procedura o potesse consultarsi con il figlio o altre persone, ecco bussare alla porta della vittima un secondo soggetto (o, forse, lo stesso delinquente di prima) il quale, spacciandosi sempre per un altro avvocato, provvedeva a riscuotere la somma di denaro concordata. Cinquemila euro, per l’appunto.

Inutile dire che nella circostanza non si era verificato proprio alcun incidente; purtroppo il caso ha voluto che l’ottantenne tenesse in casa una cifra di denaro piuttosto consistente perché aveva in programma di sottoporsi ad alcune cure e terapie mediche. I truffatori avevano, in sostanza, non si sa quanto casualmente, colto nel segno.

Quando la povera donna si è resa conto di essere stata truffata non ha potuto fare altro che sporgere denuncia e incrociare le dita. Anche se, appare evidente, difficilmente tale cifra di denaro potrà essere recuperata.

Carabinieri e polizia da tempo invitano i cittadini e soprattutto gli anziani a diffidare delle telefonate a casa fatte da persone, anche affabili, che raccontano varie vicende alla fine delle quali scatta sempre la richiesta di soldi. Le compagnie di gas, acqua, luce e telefono non chiedono mai soldi con emissari che si presentano a casa, e così anche il Comune o altri enti e ministeri. Né, tanto meno, possono presentarsi a casa rappresentanti di forze dell’ordine incaricati di riscuotere denaro. Si tratta sempre di imbroglioni.

Forse, a questo punto, al di là degli allarmi non di rado lanciati attraverso le colonne del nostro giornale, non sarebbe male se si proponessero una serie di incontri sul territorio, a cura della autorità, finalizzati a informare e sensibilizzare le potenziali vittime, specialmente quelle che vivono da sole.

Detto ciò resta sempre valido l’invito a denunciare immediatamente al 112 o al 113 qualunque contatto o tentativo di contatto da parte di persone che cercano con modi più o meno affabili di avvicinare e circuire gli interlocutori, specialmente se tali interlocutori hanno i “capelli bianchi”.

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