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La guerra di potere delle CamCom e tutti gli appetiti su Fontanarossa

Entro quindici giorni il ministro dirà se Siracusa potrà smarcarsi da Catania

La guerra di potere delle CamCom e tutti gli appetiti  su Fontanarossa

In tal caso, se Siracusa fosse autorizzata a sganciarsi come chiesto da Ivan Lo Bello, presidente nazionale di Unioncamere, non avendo Siracusa il minimo di 70 mila imprese, può anche andare con la Camera di commercio di Ragusa (insieme raggiungerebbero la soglia di 70 mila). Di conseguenza la Camera di commercio della città metropolitana di Catania proseguirebbe da sola con le sue oltre centomila imprese iscritte alla Camera di commercio. Proprio le notevoli dimensioni delle imprese catanesi hanno indotto Siracusa a chiedere la revoca dell’accorpamento nel timore di essere sovrastata da Catania. Da parte sua la Camera di commercio di Ragusa propenderebbe per l’accorpamento con Catania, ma dovrebbe passare con Siracusa in caso di decisione ministeriale in tal senso.

Come è noto, la Camera di commercio di Catania, la più importante della Sicilia, è ormai da anni senza presidente (l’ultimo è stato Domenico Bonaccorsi di Reburdone di Confindustria) e quindi si dovrà procedere all’elezione del nuovo presidente, fissata per il 28 febbraio. Il presidente indicato dovrebbe essere Pietro Agen, attuale presidente regionale di Confcommercio, che accetterebbe l’incarico non retribuito (è in pensione) per un tempo limitato. Ma anche in questo caso i numeri sono ballerini perché non è detto che gli iscritti di Confindustria siano in numero così inferiore rispetto a quelli di Confcommercio, e quindi torna la guerra dei Roses tra le due grandi anime della Camera di commercio catanese. Insomma Agen sembra essere in chiaro vantaggio, ma i contestatori non mancano quando ci sono di mezzo degli interessi. E in questo caso anche i numeri si possono leggere in maniera diversa.

Naturalmente non mancano i retroscena. Perché Crocetta sta dando una mano a Ivan Lo Bello? Forse vuole rafforzare il legame con Confindustria in vista del voto di ottobre per la presidenza della Regione? In realtà non sarebbe così perché ormai Confindustria siciliana è abbastanza spaccata con i due leader, Ivan Lo Bello e Antonello Montante, ciascuno per sé. Indiscrezione per indiscrezione, sembrerebbe che Agen darebbe una mano a Montante per quanto riguarda le Camere di commercio della Sicilia occidentale, mentre Montante farebbe altrettanto con Agen per la parte orientale dell’Isola.

Comunque resta tutto in aria fino alla decisione del ministro Carlo Calenda che ha visto le imbrogliatissime carte delle Camere di commercio e ha sentito Crocetta. Di conseguenza non si sa se il 28 febbraio sarà eletto il presidente delle tre Camere di commercio integrate, oppure se sarà eletto solo il presidente della Camera di commercio di Catania, oppure ancora non sarà eletto proprio nessuno, visto il caos generale.

Tutto questo ha refluenza anche sull’aeroporto di Fontanarossa, perché è vero che la Camera di commercio di Catania ha tre quote su nove (con l’ingresso del Comune di Catania), ma non ha più la maggioranza. Il nuovo management Baglieri-Torrisi sta lavorando bene e nessuno dovrebbe avere interesse a disturbare il manovratore, ma gli appetiti non mancano e resteranno fino a quando la situazione non sarà stabilizzata. Domanda finale: sarà il ministro a decidere sulle Camere di commercio, oppure le Procure della Repubblica di Catania e di Palermo?

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