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Acireale, sei arresti per furti in appartamenti e rapine

La banda, di cui faceva parte anche una donna, sgominata dal Commissariato acese

Acireale, sei arresti per furti in appartamenti e rapine

CATANIA - Su delega della Procura Distrettuale di Catania, la polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale nei confronti di sei persone indagate (tra cui una donna), a vario titolo, di associazione a delinquere per furti in appartamento e rapine. Le indagini sono state condotte da personale del Commissariato di Acireale. Particolari dell’operazione saranno resi noti durante una conferenza stampa che si terrà, alle 11, nella sala riunioni della Questura di Catania. 

Nell’operazione sono stati raggiunti da una ordinanza di custodia cautelare in carcere Gaetano Rapisarda, di 52 anni, Salvatore Rapisarda, di 26, ed Alfio Barabagallo, di 36. Agli arresti domiciliari sono finiti Giuseppe Aniello, di 18, e Martino Rosario Calandra Scialacomo, di 46. Per una sesta persona, Sebastiana Assunta Calabretta, di 51 anni, è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

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Secondo quanto accertato dalle indagini, condotte dal gennaio all’aprile del 2016 dal commissariato della polizia di Stato di Acireale e coordinate dalla Procura di Catania, la banda sarebbe resa responsabile di quattro furti in appartamento, un furto di un ingente quantitativo di agrumi e un tentativo di rapina. I componenti l’organizzazione, secondo l’accusa, erano Gaetano e Salvatore Rapisarda ed Alfio Barbagallo, ciascuno dei quali metteva a disposizione la sua 'professionalità criminalè. La tecnica della banda era quella di individuare l’obiettivo in base all’orario, la zona, la presenza di persone ed la possibilità di essere controllati dalle forze dell’ordine. Successivamente pianifica le fasi di svolgimento dei reati avendo sempre un 'palò che potesse avvisare dell’arrivo delle forze dell’ordine.


Le indagini hanno permesso di accertare come i componenti del gruppo poi rivendessero i monili rubati, che sono stati sequestrati in diversi negozi "Compro oro". La banda, ritiene la polizia di Stato, pianificava alti colpi che gli investigatori hanno impedito, ottenendo ulteriori riscontri probatori a carico degli indagati.

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