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Catania, crolla palazzina in via Crispi: un morto e quattro feriti

L'esplosione, forse dovuta ad una bombola di gas, intorno alle 2,30. La vittima è una donna anziana, mentre tra i due feriti più gravi c'è una bimba. Una dei condomini: "Sono viva per miracolo"

Catania, crolla palazzina in via Crispi: un morto e quattro feriti

Catania - Un boato fortissimo che ha squarciato il silenzio di una notte cittadina. A Catania intorno alle 2,30 in quel palazzetto di tre piani all'incrocio tra via Archimede e via Francesco Crispi al civico 103, non molto lontano dalla zona della Stazione centrale, dormivano tutti. Un'esplosione violenta, quasi certamente dovuta ad una fuga di gas, ha sventrato il palazzo con le modalità di un terremoto di quelli devastanti, provocando la morte di Agata Strano 85 anni, e il ferimento di quattro persone, tra cui una bimba in tenerà età che versa in gravi condizioni.

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Francesca Giuffrida scampata al crollo

L’esplosione ha coinvolto anche due palazzine attigue che sono state fatte subito evacuare. In una scena da bombardamento aereo il piccolo stabile è letteralmente "aperto": facciata, solai, pavimenti e pareti sono un cumulo altissimo di macerie. Le testimonianze raccolte sono anche quelle di alcuni studenti fuori sede che abitano nella zona, e alcuni dei quali a quell'ora stavano rientrando a casa. "I vetri di porte e finestre tremavano, la sensazione è stata davvero quella di un terremoto".

I vigili del fuoco del Comando Provinciale di Catania, quasi subito giunti sul posto insieme a Polizia e Carabinieri, ad alcune ambulanze del 118 e ad altri vigili del fuoco del Comando di Enna, hanno scavato a mani nude riuscendo ad estrarre una bambina di un anno e sua madre, che sono state portate all’ospedale Garibaldi. La piccola, 10 mesi, è in codice rosso: si trova ricoverata all'ospedale "Garibaldi Nesima", ed è in coma farmacologico. La piccola ha riportato una frattura cranica laterale sinistra e presenta anche due focolai contusivi emorragici per i quali non è necessario sottoporla a un intervento chirurgico, ma soltanto a controlli clinici. «Le lesioni contusive e le frattura - sottolinea il primario della Rianimazione pediatrica dell’ospedale Garibaldi Nesima,il dottore Giuseppe Ferlazzo - sono stabili e a un primo controllo neurologico è stato evidenziato peraltro un movimento spontaneo dei quattro arti e presenza dei riflessi».  E il padre della piccola, un marocchino (la mamma è invece italiana), avrebbe inveito e colpito degli oggetti non appena arrivato al pronto soccorso dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania ferendosi a una mano, poi medicata sul posto. L'uomo al momento dell’esplosione non era in casa. E’ stato avvertito telefonicamente dell’accaduto e, ha riferito, «non ci ho visto più dagli occhi per la rabbia e il dolore». 

Uno dei quattro feriti nel crollo è ustionato.E secondo la Procura di Catania, diretta dal procuratore Carmelo Zuccaro, sarebbe stato vicino al luogo dove sarebbe avvenuta l’esplosione della bombola, che è ritenuta accidentale. L’uomo è stato ricoverato all’ospedale Vittorio Emanuele di Catania e poi trasferito, con un elicottero del 118, all’ospedale Civico di Palermo. «L'uomo ustionato si è miracolosamente salvato perché, durante il crollo, è stato protetto da un frigorifero». Lo ha detto Salvatore Giudice, il caposquadra dei vigili del fuoco che ha estratto dalle macerie il sessantenne che abitava al primo piano dello stabile di via Crispi, crollato a Catania. «Lo abbiamo individuato non appena siamo intervenuti - ha aggiunto il pompiere - abbiamo scavato subito un cunicolo e non appena lo abbiamo individuato lo abbiamo tirato fuori dal retro dello stabile crollato. E’ stato veramente miracolato».
Secondo alcuni vicini, dalla sua abitazione, al primo piano, provenivano dei rumori tipici di lavori domestici e c'era odore di gas. Gli altri due feriti, non gravi, sono nell’ospedale di Lentini, nel Siracusano.

Il Comune di Catania ha inviato sul posto propri operai e dirigenti, tra cui il segretario generale Beppe Spampinato. Spiegano che nel palazzo non c'è fornitura di gas metano e che l’esplosione sarebbe legata quindi alla deflagrazione di bombole di gas. Per loro il bilancio finale dovrebbe essere di quattro feriti e una signora deceduta, alla luce degli accertamenti sulle persone che sono residenti nella struttura.


Un dato confermato anche da una donna che vi abita, Francesca Giuffrida, 67 anni, e che si definisce «Viva per miracolo». Seduta su dei gradini esterni di un negozio, vede le macerie della sua casa e sembra combattuta tra il dolore della tragedia e il sospiro di sollievo di non esservi coinvolta. «Ci potevo essere anch’io là sotto, magari morta - ragione con voce apparentemente serena - e invece ieri sono andata a casa di mio figlio. E questo mi ha salvato la vita». Ovviamente conosceva "da anni tutte le persone del palazzo». «Tutte persone - sottolinea - tranquille». Anche lei sa della morta della persona anziana travolta dalle macerie: «certo - conferma - era la "signorina": non era sposata e viveva da sola». «Adesso basta - chiosa - non voglio dire altro: sto cercando di capire dove andrò a vivere...».

Sul crollo della scorsa notte la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta per disastro colposo. Il procuratore Carmelo Zuccaro ha disposto il sequestro dell’immobile e delegato le indagini alla polizia di Stato. 

I vigili del fuoco stanno continuando a scavare tra le macerie del palazzo di via Crispi crollato la notte scorsa a Catania. I pompieri stanno procedendo con cautela per verificare l’ipotesi che nel palazzo ci potesse essere una donna che non vi abita abitualmente, una romena che faceva da badante a uno dei residenti e che è stata rintracciata dalla squadra mobile della polizia di Stato (si era temuto in un primo tempo potesse essere dispersa). Durante i lavori un vigile del fuoco è scivolato procurandosi una lussazione al piede ed è stato condotto in ospedale per le cure del caso.

«Gli sfollati per il crollo della palazzina di via Crispi saranno ospitati in un albergo di via Etnea, e saranno accuditi con ogni attenzione, come è giusto che si faccia in questi casi». Lo ha reso noto il sindaco di Catania, Enzo Bianco, dopo un sopralluogo sul posto del disastro. «La bambina l’ho vista - ha aggiunto il sindaco parlando della piccola ferita dalla macerie - c'è una prognosi riservata per le ferite alla testa, ma c'è un piccolo segnale di speranza. Alle 19 ci sarà bollettino medico. La piccola è di una tenerezza straordinaria: ha 10 mesi... Sono stato a lungo con la madre. Speriamo - ha auspicato il sindaco - che ci facciano la grazia che si salvi. E’ la prima figlia della donna e sarebbe veramente bello potere superare questo bruttissimo trauma».

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