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I turisti tornano a salire sull'Etna ma ricompaiono i «topi d'auto»

Brutta sorpresa per gli escursionisti sul versante Sud: ladri in azione nei parcheggi

Al via i corsi per le guide vulcanologiche su Etna e Stromboli, ma è polemica sulle selezioni

Una splendida giornata di sole, la temperatura mite, lo spettacolo affascinante del vulcano parzialmente innevato e un’alta colonna di fumo che si staglia nel cielo terso. L’Etna, nel bene e male, continua a fare comunque notizia.

La notizia dell’esplosione di giovedì, immortalata dalle immagini girate dalla troupe della Bbc, ha fatto il giro del mondo. E questo, se da un lato, ha rilanciato l’aspetto spettacolare del vulcano, dall’altro - come potete leggere nella pagine a fianco - ha avuto un’immediata ricaduta negativa sugli albergatori della zona che hanno ricevuto decine di disdette.

Ma ieri il fascino del vulcano, al di là dell’evento drammatico che, per fortuna, ha causato solo dieci feriti, ha preso il sopravvento. Sul versante sud del vulcano i turisti sono continuati ad arrivare regolarmente, confermando quindi le prenotazioni, chiedendo, come di consueto, di essere accompagnati fino alle zone sommitali dalle guide.

Circa un'ottantina i turisti, in prevalenza stranieri, che sono giunti a quota 2500 utilizzando la funivia. Da lì, con dei mezzi, si sono poi spinti alla quota di sicurezza fissata dal Comune di Nicolosi per le escursioni accompagnate da personale specializzato, cioè 2600 metri, a buona distanza dal fronte lavico lungo cui si è verificata giovedì l'esplosione freatica.

Molto frequentata anche la zona del Rifugio Sapienza, a quota 1900 metri, stazione di partenza della funivia. Complessivamente, tra i bar e i negozi della zona, sono state registrate poco meno di cinquecento presenze. Il flusso è rimasto dunque soddisfacente, nonostante i timori per il possibile effetto negativo dell’esplosione di giovedì.

Ma a margine della vicenda drammatica, ieri è tornato a emergere un fenomeno particolarmente inquietante: l’azione dei ladri ai danni delle auto lasciate in sosta dai turisti che partecipano alle escursioni in quota.

Sono soprattutto le autovetture parcheggiate ai punti di partenza dei sentieri, o in aree di sosta più o meno isolate, a finire nel mirino dei «topi d’auto». Le vittime degli ultimi colpi facevano parte di un gruppo in escursione sul sentiero della Schiena dell’asino, a poca distanza dalla stazione turistica di Etna sud.

«Mercoledì ci hanno svaligiato la macchina portandosi tutto ciò che potevano, compreso persino del vestiario sporco», racconta un catanese fra i malcapitati.

«Dalle dinamiche abbiamo capito che non si tratta di un caso isolato – aggiunge – i carabinieri non si sono mostrati per nulla stupiti e ci hanno invitato a presentare la denuncia direttamente in caserma l’indomani».

Dalla testimonianze raccolte, gli escursionisti, tornati a riprendere le loro auto, avrebbero notato almeno tre individui che si aggiravano tra le auto in sosta provando a forzarne gli sportelli: «Abbiamo visto - spiega un turista - due uomini poi andati via a bordo di una moto e molto probabilmente un terzo individuo rimasto a bordo di una Mini cooper».

Le vittime dei furti, in un post su Facebook, hanno anche lanciato un appello agli altri appassionati d’Etna: «Non lasciate macchine incustodite in quella zona».

Nel 2014 erano stati dei vulcanologi a denunciare un fatto analogo, avvenuto durante un’uscita di ricerca. Le loro auto, parcheggiate lungo la strada provinciale 92, erano state alleggerite di tutti gli oggetti imprudentemente lasciati a bordo.

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