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Rallenta eruzione Etna e e traffico aereo a Catania riprende senza limitazioni

Ieri giornata di passione per i passeggeri dei voli in partenza o in arrivo a Fontanarossa tra ritardi e cancellazioni dovuti ad una forte emissione di cenere vulcanica dal nuovo cratere di sud-est. Due nuovi "bracci" affiancano la colata principale

Etna sbuffa ed erutta ma riprende traffico aereo a Catania con atterraggi limitati

Catania - E’ tornato pienamente operativo l'aeroporto di Catania: dalle 09.30 sono state tolte le limitazioni che permettevano fino ad un massimo di cinque atterraggi in un’ora, mentre non ne sono state mai poste ai decolli. Nonostante l’eruzione sull'Etna continui, ma con leggero calo di energia, l’Unità di crisi, «valutate le favorevoli condizioni meteorologiche, ha cancellato tutte le precedenti restrizioni ai voli». Continua ad essere operativo lo scalo di Comiso, nel Ragusano. 


Ieri la foto satellitare della Nasa, pubblicata dall'Ansa dava un'idea precisa della vigorosa e imponente emissione di cenere lavica fuoriuscita dal nuovo cratere di Sud-Est sull'Etna. Una "gittata" di polvere nera che non poteva non avere conseguenze sull'aeroporto di Catania che dalla scorsa notte e fino alle 11,30 di stamane è rimasto chiuso, spazzatrici e altri macchinari sono rimasti a lungo sulle piste per ripulire al meglio, ma la cancellazione dei voli è stata inevitabile. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Catania ha emesso un Vona Red, un allarme rosso, che prevede la chiusura degli spazi aerei. La zona attorno al vulcano è diventata "no fly": a Catania sono stati cancellati 11 voli (3 in arrivo e 8 in partenza), dirottati 12 aerei in arrivo (8 su Comiso e 4 su Palermo) e 11 in partenza (7 su Comiso e 4 su Palermo).

In quest’ultimo caso i passeggeri, compiute le operazioni di check-in nell’aeroporto di Catania, sono stati trasferiti, a bordo di pullman predisposti dalle compagnie aeree, negli scali interessati. Soltanto da Fiumicino erano stati soppressi otto voli. Il traffico aereo, con i conseguenti ritardi, è poi ripreso in tarda mattinata quando l'unità di crisi della Sac, riunita alle 11, aveva deciso il riavvio nonostante il perdurare dell'attività eruttiva e l'emissione di cenere, ma la cambiata direzione del vento aveva consentito la riapertura dello scalo.

Anche se con qualche limitazione. Nessun problema per i decolli, mentre gli atterraggi avvengono, e sarà così fino alle 6 di domani, con un intervallo di cinque voli l'ora, rispetto ai 10-20 in condizioni normali. Il primo aereo ad atterrare a Fontanarossa, dopo le 11,30, è stato un volo Ryanair. La Sac inoltre precisa che i passeggeri per avere informazioni sul proprio volo devono contattare la compagnia aerea di riferimento. Mentre l’orario, ed eventuali variazioni, sono consultabili in tempo reale sul sito www.aeroporto.catania.it, sull'app CTAairport, su Telegram (@aeroportocatania_bot) e sui profili Facebook e Twitter dello scalo.

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L'emissione di cenere lavica, una colonna grigio-scuro di materiale piroclastico che si è levata alta dal nuovo cratere di sud-est, ha fatto avvertire la sua presenza soprattutto in molti paesi pedemontani che si sono ritrovati stamattina a dover spazzare l'insidioso pulviscolo che ha ricoperto tetti, strade e piazze; ma anche Catania non è stata risparmiata, così come le zone costiere. Intanto continua l'attività stromboliana del vulcano.

Per quanto riguarda l'eruzione nel pomeriggio si è registrato un rallentamento: è diminuita infatti l’ampiezza del tremore dei condotti magmatici interni del vulcano, e la colata che emerge dalla "bocca" apertasi nel nuovo cratere di Sud-Est si è "stabilizzata", con il fronte più avanzato che resta nella parete della desertica Valle del Bove, mentre due nuovi "bracci" la sovrastano e l’affiancano. Il "teatro" eruttivo dell’Etna rimane confinato in alta quota, e se non fosse per la cenere lavica sarebbe soltanto spettacolo. Che può diventare pericoloso, come avvenuto tre giorni fa con l’esplosione freatica causata dal contatto tra la lava, che ha una temperatura superiore ai mille gradi, e la neve, che ha ferito in maniera non grave una decina di persone. Nel pomeriggio si è verificata un’altra probabile esplosione freatica, perché nonostante un sole splendente e 22 gradi che hanno spinto molti catanesi al mare, la neve è presente nella zona sommitale. 

L'Etna in eruzione resta comunque un evento della natura che continua ad affascinare. Il vulcanologo dell'Ingv di Catania Boris Behncke, rimasto peraltro leggermente ferito a causa dell'esplosione dei giorni scorsi, ha pubblicato sul suo profilo Facebook delle bellissime foto dell'eruzione scattate da casa propria, a Tremestieri Etneo. «Questo - scrive riferendosi all'Etna - è il vulcano in assoluto più bello sulla terra».

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