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La guerra della "coperta corta"
Marziano sfida il governatore

Domani in giunta la resa dei conti sullo storno di 16 milioni per i disabili L'assessore alla Formazione: «Non è un capriccio, a rischio i corsi Oif»

La guerra della "coperta corta" Marziano sfida il governatore

L’ultimo nodo da sciogliere per il governo regionale riguarda la posta “contesa” di 16 milioni di euro che, come il presidente Rosario Crocetta ha annunciato mercoledì al termine della giunta dovrebbero transitare, se pur provvisoriamente, dalla Formazione ai disabili siciliani,

L’assessore Bruno Marziano non intende rinunciare a questi trasferimenti della Formazione professionale che il governatore vorrebbe destinare alle risorse da implementare per integrare la costituzione del fondo regionale della disabilità.

Il rappresentante del governo regionale, mercoledì scorso, al suo arrivo in Aula all’Ars, aveva saputo dell’intenzione dello spostamento delle risorse che avrebbero dovuto servire da posta di rimodulazione per l’emergenza, assai critica, che sta coinvolgendo il governatore siciliano, proteso alla ricerca di soluzioni, in tempi brevi del problema.

L’assessore non ci sta e spiega con una serie di argomenti, le ragioni per le quali, in questo caso, il rimedio potrebbe essere peggiore del male: «Chiederò in giunta lunedì (domani per chi legge, ndr), come ho già anticipato al presidente, di non prevedere l’utilizzo di questi 16 milioni per il grosso problema dei disabili che merita certamente attenzione, e di trovare in tal senso altre forme di finanziamento. Lo stesso presidente della commissione Bilancio, Vinciullo, ha fatto di questa posta di bilancio, una strenua difesa, finalizzata all’uso del settore formativo in Sicilia, il parlamento è stato pertanto coinvolto e si è espresso, mi pare, con sufficiente chiarezza».

Agli atti al momento non c’è una delibera da parte dell’esecutivo regionale. Si è svolta nei giorni scorsi una discussione informale, a cui evidentemente Crocetta vuole dare corso mettendo nero su bianco quanto anticipato nella sua volontà di indirizzo. Sulle soluzioni della questione disabili è ancora notte fonda, e se dovesse passare la tesi dell’assessore alla Formazione, reperire altri fondi da parte di Crocetta, dovrà risultare dall’esito di altri percorsi. Marziano peraltro ne fa una questione essenziale e di primo piano: «Dal momento che non c’è una delibera acquisita, farò in modo che le risorse rimangano al loro posto».

Per stabilizzare il sistema dell’obbligo formativo, l’assessorato ha messo in campo 420 corsi: per portare avanti il piano di settore ci vogliono circa 45 milioni di euro, di questi 22 fanno parte del contributo dà lo Stato, 23 li mette la Regione. Senza i 16 milioni dunque andrebbe a gambe all’aria ancora una volta l’obbligo formativo, proprio dopo una serie di travagliate vicende che si sono sviluppate negli ultimi due anni, con alcune annualità saltate e con i corsi partiti con notevolissimo ritardo.

Marziano non nasconde il timore e soprattutto vorrebbe evitare di dover tornare ad affrontare una situazione, quella dei corsi ex Oif, che a quel punto si spingerebbe ai limiti della sostenibilità: «I primi anni sono finanziati con i soldi dello Stato, la Regione contribuisce per i secondi, terzi e quarti anni. Ci troveremmo nella condizione di non potere finanziare i secondi anni dei corsi che sono partiti nell’annualità 2016-2017, ma quel che sarebbe anche peggio che non potremmo dotare della risorsa finanziaria il terzo anno dell’anno scolastico precedente, quello che è già saltato in passato». Tradotto in situazioni di fatto alcuni allievi dei corsi che hanno mancato l’intera annualità 2015-2016 recuperata con gli Avvisi 4 e 7, rischiano ulteriori stop e slittamenti. Dice Marziano: «Si tornerebbe a un passato di preoccupazioni con studenti che per completare un percorso triennale potrebbe impiegare anche 5 anni».

Né va dimenticato che la stabilizzazione del sistema dell’obbligo formativo in Sicilia è stata una delle condizioni richieste come premessa necessaria e indispensabile da parte del governo nazionale con cui Marziano da quasi un anno sta trattando l’esodo dei lavoratori da accompagnare alla pensione: «Vorrei fosse chiaro che non si tratta di un capriccio. È un problema di sistema - aggiunge l’assessore - qua non si parla della formazione degli adulti, ma di ciò che è equiparato alla scuola ordinamentale. Abbiamo già azzerato le somme della rappresentanza, stornandole in alcuni casi per l’acquisto di libro per le biblioteche». La razionalizzazione della Formazione è costata, tra lungaggini burocratiche, passività debitorie accumulate e sostenibilità, la chiusura di enti storici, tra cui molti di ispirazione religiosa in Sicilia. A questo punto il primo a non voler rischiare oltre è lo stesso Marziano.

Domani lo spiegherà con molta chiarezza al governo.

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