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Decadenza di sindaci e consigli ora si rischia l'effetto a catena

Anci Sicilia: «Vicenda gravissima, può coinvolgere molti Comuni»

Decadenza di sindaci e consigli ora si rischia l'effetto a catena

In particolare viene contestata la retroattività della norma che ha già comportato la decadenza dei sindaci e dei consigli comunali di Casteldaccia, Calatafimi Segesta, S. Piero Patti, Castiglione di Sicilia, Valdina, Monforte San Giorgio e Monterosso Almo. Comuni che sono stati commissariati dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, su proposta dell’assessore alle Autonomie locali, Luisa Lantieri. Grazie al tempestivo intervento sostitutivo del governo regionale, in questi comuni si potrà tornare alle urne il prossimo 11 giugno. Infatti, sono stati aggiunti all’elenco il 13 aprile, ultimo giorno utile per la pubblicazione del decreto di indizione della tornata amministrativa di primavera.

La sanzione della decadenza dei consigli comuni nel caso di mancata approvazione del bilancio, era prevista da una legge del 1997, ma non è stata mai applicata, tranne qualche caso di cui non si ha memoria. Con la legge di stabilità del 2016, fu introdotta una norma che prevedeva, oltre la decadenza del consiglio comunale, anche quella del sindaco. L’assessore alle Autonomie locali, Luisa Lantieri, chiese, in sede consultiva, un parere al Cga, secondo cui la norma, «non trova applicazione immediata, ma si applica a decorrere dal primo rinnovo degli organi comunali successivo all’entrata in vigore della legge...». Ma all’Ars, una maggioranza trasversale, lo scorso 29 marzo, nell’ambito della proroga dell’esercizio provvisorio, approvò una interpretazione autentica, sostenendo che è «immediatamente applicabile...». Nuova richiesta di parere al Cga del presidente della Regione che chiedeva lumi su come disapplicare la norma. Competenza che non compete al presidente della Regione, ma ad un Tribunale che in via incidentale sollevare la questione costituzionale. Quindi, potranno essere gli stessi sindaci a chiederlo al Tar, nel caso in cui l’Anci Sicilia dovesse decidere di intraprendere azioni legali.

Inoltre, non si può escludere che la legge possa essere impugnata entro i 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gurs (avvenuta il 31 marzo) dal Consiglio dei ministri. I 60 giorni scadono il prossimo 30 maggio.

«Si tratta di una vicenda gravissima - hanno sottolineato Orlando e Alvano - che rischia di coinvolgere la stragrande maggioranza dei comuni siciliani che ha approvato in ritardo i bilanci 2016 e non ha ancora potuto approvare il previsione 2017, anche a causa della mancata approvazione del bilancio regionale e dall’assenza di dati sui trasferimenti regionali».

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