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Mediterraneo mare di vita e di morte: 6000 salvati in due giorni; 80 le vittime

Weekend di arrivi record nei porti siciliani e secondo l’Unhcr le cifre sono destinate a crescere. Sull'ultima tragedia, raccontata dai superstiti giunti a Pozzallo, la Procura di Ragusa ha aperto un'inchiesta

Mediterraneo mare di vita e di morte: 6000 salvati in due giorni; 80 le vittime

Circa 80 migranti sono morti nel mare Mediterraneo in un naufragio avvenuto nei giorni scorsi. Lo hanno riferito i superstiti, una quarantina di persone, che erano a bordo del pattugliatore Fiorillo che ha portato oggi a Pozzallo, nel Ragusano, 407 migranti. 


Secondo quanto ricostruito dai superstiti, i migranti, in tutto circa 120, erano partiti dalla Libia a bordo di un gommone che, anche sovraccarico, ha imbarcato acqua. Una ottantina dei passeggeri sono finiti in mare. Gli altri sono rimasti in acqua per molto tempo fino all’arrivo dei soccorritori che li hanno tratti in salvo. Sulla tragedia ha aperto un’inchiesta la Procura di Ragusa. E venti donne in gravidanza, di cui 11 con minacce di aborto, sono state trasferite d’urgenza in ospedale subito dopo lo sbarco a Pozzallo (Rg) dal cargo danese Alexander Maerks giunto nel pomeriggio con altri 287 migranti. In ospedale sono stati trasferiti anche 9 migranti con ferite provocate da armi da taglio e bastoni. 

Solo tra ieri notte e oggi nei porti siciliani e calabresi sono arrivati 2.120 migranti, ma se ne aspettano molti di più perché i salvataggi in questo fine settimana hanno coinvolto, come ha verificato l’Unhcr, oltre seimila persone che hanno attraversato il Mediterraneo per raggiungere l’Italia, "complice" un Canale di Sicilia poco mosso che evidentemente ha favorito le partenze dal nord Africa. Dall’inizio dell’anno, sempre stime dell’Agenzia Onu, si arriva a oltre 43 mila persone salvate e oltre 1.150 scomparse o morte prima di raggiungere il continente europeo.


Cifre che dimostrano, secondo l’Unhcr, come il salvataggio in mare «ora sia più cruciale che mai» e che spingono l’Alto Commissario per i Rifugiati, Filippo Grandi, a esortare "ulteriori sforzi per salvare le persone lungo questa rotta pericolosa", elogiare la Guardia Costiera italiana e difendere l'operato delle ong, nel mirino delle polemiche negli ultimi giorni in Italia per presunte collusioni con i trafficanti. Polemiche che anche oggi non sono mancate.


Oltre agli arrivi a Pozzallo, nel porto di Messina, sono arrivate altre 682 persone a bordo della nave militare spagnola Canarias. Tra loro diverse donne, alcune delle quali incinte. Ad accoglierli personale delle forze dell’ordine, della prefettura e associazioni di volontariato. Alcuni migranti saranno trasportati in centri di accoglienza fuori dalla Sicilia. Sono invece 985 i migranti, quasi tutti di nazionalità sub-sahariana, giunti nel porto commerciale di Augusta sulla nave Gregoretti della Guardia costiera. Tra loro 155 donne, delle quali 32 incinte e alcune già al nono mese di gravidanza. Una sessantina i minori non accompagnati e almeno una decina i neonati. All’arrivo al porto, il personale medico ha fatto anche una scoperta: una nigeriana di 27 anni aveva partorito un feto morto. La donna è stata trasferita in ospedale ma le sue condizioni sono buone. Il feto, di sei mesi, domani sarà sottoposto a ispezione cadaverica dal medico legale. Alcune centinaia i migranti identificati. Lo sbarco proseguirà anche domani. 

Infine, è approdata stamani nel porto di Reggio Calabria la nave Acquarius di Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere con a bordo 731 migranti. Del gruppo fanno parte 87 donne e 116 minori, 80 dei quali non accompagnati; tra le donne 15 sono incinte. I controlli sanitari hanno rilevato la presenza di due casi di sospetta tubercolosi e 41 di scabbia, che sono stati trattati nelle tende di decontaminazione allestite sulla banchina del porto. Alcuni dei migranti inoltre presentano fratture e traumi di vario tipo provocati dai maltrattamenti cui sono stati sottoposti prima della partenza e durante il viaggio.


I massicci arrivi del fine settimana hanno rinfocolato la polemica politica. Ed è da Forza Italia che arrivano le sferzate. «Adesso basta. Il governo italiano non può assistere in maniera inerte all’invasione quotidiana di migranti nel nostro Paese» dice Paolo Romani, presidente del gruppo FI al Senato, al quale fa eco Maurizio Gasparri: «Oltre 3000 clandestini in arrivo in Italia. Ma il governo italiano dorme?». "L'Italia non può continuare ad accogliere indiscriminatamente, e giorno dopo giorno, una quantità di persone come questa. Le nostre città e il nostro sistema di accoglienza sono vicini al collasso» protesta Lucio Malan. A gettare acqua sul fuoco provvede mons. Salvatore Pappalardo, arcivescovo di Siracusa. «Non possiamo rimanere spettatori passivi di tragedie che si consumano sotto i nostri occhi: prima fra tutte l’accoglienza degli immigrati, che non può essere elusa per le eventuali attività illecite connesse al fenomeno; le quali, se sussistono, vanno severamente represse, ma non devono però spegnere o attutire la voce della nostra coscienza, che non può non essere sensibile verso le sofferenze di tanti: uomini, donne, bambini costretti dalla guerra e dalla fame a lasciare i loro paesi».

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