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Giro d'Italia, Gaviria taglia traguardo della 5/a tappa
Pibernik esulta, ma manca ancora un giro

Il colombiano vince in volata la Pedara-Messina lunga 159 chilometri. Pochi minuti prima il collega sloveno del team Bahrain-Merida si era sbagliato pensando di essere arrivato primo

Giro d'Italia, Gaviria taglia traguardo della 5/a tappaPibernik esulta, ma manca ancora un giro

Fernando Gaviria vince 5/a tappa Giro d'Italia

MESSINA -  Dalla Sardegna alla Sicilia, da Cagliari a Messina. Nel regno di Vincenzo Nibali, il colombiano Fernando Gaviria ha concesso il bis, aggiudicandosi la seconda volata su tre, dopo quella vinta prepotentemente a Cagliari, nella 3/a tappa.
Lo sprinter della Quick-step Floors è letteralmente volato sul rettilineo finale di via Garibaldi, a un passo di un mare che più azzurro non si può, mettendo la propria ruota davanti a quella del giovane Jakub Mareczko, detto 'Kubà. L’azzurro ha sperato fino all’ultimo di regalare il primo successo del Giro numero 100 all’Italia, ma è rimasto indietro. E’ caduto in piedi, ma è rimasto all’asciutto. Il lussemburghese Bob Jungels ha conservato senza stenti la maglia rosa ed è apparso fra i più sorridenti di questa ultima pagina siciliana di un Giro ancora tutto da decifrare.


In una Messina tutta schierata per lui, Nibali, come tutti gli altri uomini di classifica, è rimasto al coperto e si è fatto vedere solo al termine della tappa, salendo sul palco delle interviste e scatenando l’entusiasmo dei propri sostenitori. Uno 'Squalò sottotraccia, quasi invisibile, ma sempre presente. «Anche ieri e stamattina, alla partenza di Pedara, mi hanno accolto con grandissimo calore - le parole del messinese, eroe dei pedali e delle isole -: a prescindere da quello che sarà il risultato finale, restano questi attestati di stima. Che dire? Non possiamo far altro che aspettare il responso della strada».
Lo "Squalo" è prudente e, come al solito, evita proclami, preferendo aspettare, nell’impossibilità di distinguere tra apparenza e finzione. Nibali sta bene, è in forma, tirato ma, come un eroe pirandelliano, è angosciosamente ambiguo e sconcertante, quasi paradossale. Lo rimarrà almeno fino al Blockhaus, c'è da giurarci.

Ieri aveva regalato uno scattino, forse per inseguire un piccolo sogno rosa, e catapultarsi nella "sua"Messina da leader assoluto, oggi si è goduto una tappa costruita attorno a lui e ai suoi "Can-Nibali". "Nibali orgoglio di Sicilia", "Come Nibali nessuno mai", 'Nibali contro tuttì, striscioni che hanno colorato una tappa che era partita stamattina dalle pendici dell’Etna ed è caratterizzata da una fuga a due ideata da Eugeny Shalunov (Gazprom Rusvelo) e Maciej Paterski (Ccc Sprandi). Un attacco immediato e concluso a 15 chilometri dall’arrivo. A un certo punto, nell’unico passaggio sotto il traguardo prima dell’arrivo, Luka Pibernik si è involato ed è passato per primo, credendo di avere vinto la tappa: ha alzato le braccia in segno di vittoria, ma è stata solo un’illusione, una falsa vittoria. Il corridore del Bahrain-Merida si è voltato indietro e ha visto che il gruppo lo stava superando. Il suo volto frustrato, gli occhi bassi, la voglia di piangere, sul traguardo, erano l’unica raffigurazioe di un’illusione-delusione per una vittoria mai conquistata.
Il Giro si appresta adesso a salutare la Sicilia e a varcare lo Stretto, per risalire lo stivale e avvicinarsi alla tappa che farà da spartiacque. Sul Blockhaus, domenica, ci sarà da lottare e da soffrire; il gigante della Maiella costringerà i big a togliersi la maschera e a dichiararsi. Come un Romeo impavido. 

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Un attacco immediato e concluso a 15 chilometri dall’arrivo. A un certo punto, nell’unico passaggio sotto il traguardo prima dell’arrivo, Luka Pibernik si è involato ed è passato per primo, credendo di avere vinto la tappa: ha alzato le braccia in segno di vittoria, ma è stata solo un’illusione, una falsa vittoria. Il corridore del Bahrain-Merida si è voltato indietro e ha visto che il gruppo lo stava superando. Il suo volto frustrato, gli occhi bassi, la voglia di piangere, sul traguardo, erano l’unica raffigurazioe di un’illusione-delusione per una vittoria mai conquistata. 

Il Giro si appresta adesso a salutare la Sicilia e a varcare lo Stretto, per risalire lo stivale e avvicinarsi alla tappa che farà da spartiacque. Sul Blockhaus, domenica, ci sarà da lottare e da soffrire; il gigante della Maiella costringerà i big a togliersi la maschera e a dichiararsi. Come un Romeo impavido.

Ordine d’arrivo della 5/a tappa del 100/o Giro d’Italia di ciclismo:
1. Fernando Gaviria (Col) in 03h40'11» (+11» abbuono)
(media km/h 43,327)
2. Jakub Mareczko (Ita) s.t. (+06» abbuono)
3. Sam Bennett (Irl) s.t. (+04» abbuono)
4. Andrè Greipel (Ger) s.t.
5. Phil Bauhaus (Ger) s.t.
6. Kristian Sbaragli (Ita) s.t.
7. Ryan Gibbons (Saf) s.t.
8. Roberto Ferrari (Ita) s.t.
9. Jasper Stuyven (Bel) s.t.
10. Enrico Battaglin (Ita) s.t.
11. Vlacheslav Kuznetsov (Rus) s.t.
12. Alexei Tcatevich (Rus) s.t.
13 Adam Yates (Gbr) s.t.
14. Jan Tratnik (Slo) s.t.
15. Matteo Montaguti (Ita) s.t. 

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