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Crocetta e le inchieste: «Nulla da temere». E poi la vita privata: «Io sono un gay credente non praticante»

Intervista al presidente della Regione alla vigilia dell'interrogatorio nell'ambito dell'inchiesta sui trasporti marittimi: "Nulla da tenere"

Crocetta e le inchieste: «Nulla da temere». E poi la vita privata: «Io sono un gay credente non praticante»

TUSA - Sessanta metri quadrati. Che l’inquilino - dimagrito dentro la polo a strisce orizzontali e i jeans - dice di vivere «come un bohémien». Qui è un suk. Suggestioni d’Oriente. Souvenir di vita, pezzi d’anima. Tessuti sgargianti. Ovunque quadri, fiori, colori. Fuori lo sciabordio delle onde. Più intenso, nel silenzio della solitudine pensosa. E lì in mezzo un tavolo sommerso di carte. Giudiziarie.

 

Castel di Tusa, ieri mattina. A casa di Rosario Crocetta.

 

Presidente, come sta?

«Bene, ho la coscienza a posto. E la verità dalla mia parte».

 

Martedì sarà sentito dai pm come indagato per concorso in corruzione nell’inchiesta di Trapani. Una macchia sul presidente della legalità. Come si difenderà?

«Nessuna macchia, sono sereno. Ho letto e studiato le carte. Contro di me non c’è niente. Sul finanziamento al mio movimento solo un bonifico, trasparente e tracciabile».

 

E i suoi rapporti con l’armatore Morace?

«Ho visto Morace tre volte, anzi quattro, in quattro anni. Sempre in veste ufficiale».

 

E mai durante viaggi o vacanze?

«Tranne una volta, quando mi accolse, un normale gesto di cortesia istituzionale, come armatore della nave che mi portava alle Eolie».

 

Lei, raccontano le carte, convocò la dirigente Piazza e le fece trovare Morace per aumentargli i fondi.

«Io ho tagliato i fondi alle sue navi, sin dal 2012. Allora il contratto di servizio aveva un costo di 92 milioni per la Regione, oggi è di 66 milioni. Ho tagliato quasi 30 milioni. E sarei uno che ha favorito Morace?»

 


Crocetta durante l'inaugurazione di un aliscafo della Ustica Lines con Morace e Vicari

 

Resta il fatto che c’è un’indagine delicata a suo carico.

«È evidente che la pista su di me è stata ovviamente abbandonata. Mi resta l’amarezza che l’abbiano perseguita. Comunque non è giusto entrare nel merito delle indagini. Martedì chiarirò tutto, ora non è giusto parlarne».

 

Allora possiamo parlare della sua vita privata?

«Non mi va proprio. Io ho deciso che la mia vita non dovesse essere oggetto di scandalo. E non perché io sia scandaloso, ma perché qui fuori c’è un mondo bigotto».

 

Ma lei è un personaggio pubblico che ha dichiarato la propria omosessualità. E la sua vita privata è finita nelle indagini. Nelle intercettazioni dicono che allungare la stagione dei collegamenti con le Eolie sia un suo «capriccio». Con allusioni alla sua vita sentimentale e sessuale...

«Se dobbiamo parlarne, facciamo un po’ d’ordine».

 

Appunto: cominciamo dalle intercettazioni sul caso Filicudi. Ha sofferto per come parlano di lei?

«Sì, ma con la serenità di chi sa che dicevano un mucchio di bugie. Non mi feriscono, perché non è vero ciò che dicono. La rabbia, semmai, è che in quelle intercettazioni parlano un mio assessore, un sindaco e un dirigente regionale. Tutte persone che avevano la mia fiducia. E che invece si sono lasciate andare a volgarissimi pettegolezzi. A pensarci bene, non parlano di me. Ma dello squallore di loro stessi. È la spocchia maschilista di uomini che debbono esorcizzare la paura della loro omosessualità latente. Se invece ci si atteggia da macho, tutto è concesso. Debolezze maschili...».

 

Cosa intende dire? Sia più esplicito...

«Se l’assessore Pistorio si fa dare il motoscafo per andare a prendere una donna, allora è macho, è femminaro. Se io vado ad Filicudi per trascorrere una vacanza morigerata in mezzo alla natura, in un’isola dove l’ultimo presidente che c’è andato è Rino Nicolosi che gli portò la corrente elettrica, allora io sono una checca ossessionata dal sesso. Questa è omofobia, è sessismo. Lo stesso succede alle donne: se hanno successo non è perché magari sono davvero brave, ma perché sono zoccole e saltano da un letto all’altro».

 

Pistorio l’ha chiamata per chiederle scusa?

«No. È troppo forte il suo imbarazzo. Ma non me ne frega niente. Le loro parole si commentano da sole».

 

Eppure c’è chi chiede le sue dimissioni per il Filicudi-gate. Il leghista Attaguile dice che lei ha utilizzato risorse regionali «con l’intento di coltivare il suo amore», Cancelleri parla di «affari di cuore» a spese dei siciliani.

«Questo mi addolora, ma tutelerò la mia immagine contro chi mi infanga, crocifiggendomi sul nulla. Come un esponente di Salvini, il movimento più razzista, elementi che evidentemente lo accomunano ai nostri cari grillini».

 

Il tutto nel silenzio del Pd, degli alleati, degli assessori. Ma anche dei movimenti gay. Si sente abbandonato?

«No. Il segretario del Pd, Raciti, mi aveva annunciato una nota di solidarietà, ma gli ho chiesto di non farla perché i pettegolezzi omofobi erano fondati sul nulla. I movimenti gay? Non lo so, forse non hanno avuto percezione della gravità. Io non sono un’icona, non ho mai speculato, né ho fatto carriera politica in nome della mia omosessualità. Per molto meno, il sindaco di Parigi avrebbe avuto migliaia di persone in piazza a manifestare in difesa dei diritti omosessuali violati. Il problema vero, voglio dire, è che siamo davanti a una caccia alle streghe. Altro che Olanda o Belgio, in questa terra omofoba sembra di essere a Kabul. O meglio: a Raqqa. Dove io, senza aver fatto nulla, vengo tacciato di stregoneria e per questo vogliono tagliarmi la testa».

 

Al di là delle suggestioni siriane, nelle carte c’è un certo «Pippo». E dal suo legame con lui dipenderebbe il suo «amore» per Filicudi. Qual è il suo legame con quest’uomo?

«Tutte sciocchezze. Primo perché tirano in ballo un galantuomo (Giuseppe Santamaria, albergatore, delegato per l'isola di Filicudi dal sindaco di Lipari, ndr) sposato e con famiglia, che vive a Patti. Fra noi non c’è nulla di peccaminoso. Un rapporto di conoscenza, manco di amicizia. E poi se ci fosse stato qualcosa, non c’era bisogno di incontrarlo apertamente. Chi ha storie clandestine, e io non sono fra questi, le consuma in casa o in hotel. E non in pubblico».

 

In campagna elettorale annunciò la sua castità. L’ha rispettata o era la trovata di un guru della comunicazione?

«Io lo dissi parafrasando la frase “niente sesso, siamo inglesi”, trasformata in “niente sesso, sarò presidente”. Dal 2003 sono blindato: telecamere, scorta, controllo su chi entra e chi esce da casa mia. Ho sempre vissuto una vita morigerata: niente ville, barche, ristoranti di lusso, orge, discoteche o salotti. Non sono un radical chic, ma un uomo del popolo, perciò la gente mi vuole bene. Posseggo solo una casa in cooperativa, pagata in 22 anni anziché in 20 perché saltai qualche rata del mutuo. Vado in hotel da 60 euro a notte e in trattorie da 20 euro, solo con i collaboratori più stretti».

 


Crocetta mentre fa il bagno a Tusa

 

Non ci ha risposto. Da presidente ha vissuto la sua sessualità come aveva annunciato nel 2012?

«Come un monaco. Non l’ho vissuta! Ho scelto la rinuncia e il sacrificio, per non dare vergogna né a me né ai siciliani. Anche per questa scelta di castità mi addolorano le frasi meschine e vergognose uscite in questi giorni».

 

Eppure le hanno attribuito diversi flirt, anche da governatore in carica.

«Sì, lo so. Con i miei collaboratori, con il consulente Sami perché vado con lui al G7, con chissà quale amante in Tunisia. Persino con Tutino, il mio ex medico personale. Sua moglie era gelosissima, non di me. Ma delle donne che ammiravano Matteo, un bell’uomo...».

 

A proposito: che differenza c’è fra la finta telefonata sull’assessore Borsellino e le intercettazioni della storia di Filicudi? Un incubo che ritorna?

«Per quella bufala ero impazzito. Annichilito per tre mesi. Stavolta è diverso, anche perché sono stato fortificato da quella vicenda. Certo, a pensarci bene ci sono personaggi, di certi ambienti, che ricorrono in entrambe le vicende. Sarà solo un caso?».

 

In un’intervista a “Un giorno da pecora”, lei disse: «Io sono gay, poi perché non mi dovrebbero piacere le donne me lo dovete spiegare, qualcuna che ti arrapa c’è sempre».

«Parlavo del passato. Ed è vero. Anche perché secondo me non esiste l’omosessuale in quanto tale. Ci sono tante sfumature... Ma oggi a me queste cose non interessano più. Sono casto, la mia unica amante è la Sicilia. Diciamo che sono diventato un gay... credente ma non praticante».

 

E la sua risata si fa fragorosa. Quasi contagiosa.

Twitter: @MarioBarresi

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commenti 1
  • nuccio

    14 Giugno 2017 - 09:09

    Se è tutto vero quello che hai dichiarato, BRAVO Presidente.

    Rispondi

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