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Due infermieri palermitani nel Kurdistan sotto il segno di "pace e panelle"

Eugenio Guerriero e Salvatore Carollo lavorano nell'unità trapianti di midollo osseo dell'ospedale Villa Sofia. Sono stati all'Hiwa Cancer Hospital di Sulaymanyya per l'avvio del nuovo centro trapianti della struttura da cui dipendono

Due infermieri palermitani nel Kurdistan sotto il segno di "pace e panelle"

Di rientro da una delle aree più “calde” del pianeta, il Kurdistan iracheno dove per due settimane hanno portato un bagaglio carico di buona sanità made in Sicily – sono stati all'Hiwa Cancer Hospital di Sulaymanyya nella regione autonoma del Kurdistan, in territorio iracheno, per affiancare medici e infermieri locali nell’avvio del nuovo centro trapianti del loro ospedale, in particolare per quanto riguarda le applicazioni di cateteri venosi centrali ad inserzione periferica – hanno raccontato che in segno di pace hanno preparato in loco durante il periodo del Ramadan due specialità del tradizionale della cucina palermitana: panelle e spaghetti con la zucchina fritta. Ma anche la parmigiana di melanzane.

Da Picc Team i due infermieri si sono anche trasformati in “Cook Team”. I due si erano infatti portati da Palermo, oltre a tutto il materiale preparatorio, un dono particolare per medici e infermieri curdi, la farina di ceci. E lì sul posto si sono esibiti nella preparazione delle panelle che naturalmente hanno ricevuto grande apprezzamento, ma che ovviamente sono state preparate e consumate dopo il tramonto, quando si interrompe il digiuno del Ramadan. «E’ stata un’esperienza magnifica – spiegano Guerriero e Carollo. Siamo andati lì per insegnare, ma in realtà abbiamo ricevuto tantissimo e continuiamo a tenerci in contatto con medici e infermieri anche attraverso i social. Stavamo in ospedale dalle 8 del mattino fino alle 5 del pomeriggio, ma il nostro impegno era iniziato prima della partenza per preparare il lavoro in inglese. I nostri interlocutori erano 30 infermieri e 2 medici, ma avevamo pure al nostro fianco come referente una dottoressa boliviana, Marcela Gabriel Arana e la collega infermiera di Monza, Laura Russo, che hanno svolto un lavoro importantissimo. Certo fuori dall’ospedale la realtà era sotto gli occhi di tutti con una forte presenza militare, scheletri di palazzi mai completati e abbandonati, povertà tangibile e poi l’esperienza forte della visita ai campi profughi iracheno e siriano di Emergency».

Hanno insegnato ai colleghi iracheni le applicazioni di cateteri venosi centrali ad inserzione periferica. Una tecnica per la quale si sono specializzati in un apposito master, e che li vede inseriti nel programma Picc Team, la struttura di specialisti avviata già l’anno scorso a Villa Sofia-Cervello e frutto di una collaborazione fra le Unità operative del Trauma Center, diretta da Antonio Iacono, e di Ematologia-Utmo diretta da Francesco Fabbiano e l’Unità trapianti midollo osseo diretta da Rosanna Scimè.

In sostanza l’Hiwa Hospital era come una Ferrari, grazie anche agli investimenti del Governo regionale Curdo e del Governo di Baghdad, con piloti non preparati alla guida. A questo ci stanno appunto pensando ormai da diversi mesi, medici e infermieri provenienti da diverse regioni e ospedali italiani, che si stanno dando il cambio per raggiungere l’obiettivo.  Guerriero (un cognome che già la dice lunga) e Carollo hanno offerto il loro apporto ed hanno anche potuto assistere al primo trapianto di midollo osseo di un paziente adulto.

I due infermieri hanno aderito su base assolutamente volontaria e a titolo gratuito, all’iniziativa portata avanti da un medico che al Cervello ricordano bene, il professore Ignazio Majolino che negli anni ’90 ha fondato e diretto il Centro trapianti.

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