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Scuola, in Sicilia briciole di posti e record di precari

Nell'isola meno del 5% delle 51 mila assunzioni nazionali. Al via la "lotteria" delle assegnazioni annuali, poi le supplenze. I sindacati: «La coperta non solo è corta, ma anche messa male»

Scuola, in Sicilia briciole di posti e record di precari

Il dato è complessivo, comprende posti comuni e sostegno. Il ministero dell’Istruzione nei giorni scorsi ha firmato l’autorizzazione ad assumere i nuovi prof, che in Sicilia saranno 98 nella scuola dell’Infanzia, 199 alla Primaria, 720 alle Medie, 816 alle Superiori, più 90 per le discipline musicali. Per un totale di 1.923 posti cosiddetti comuni. Ai quali vanno sommati quelli del sostegno: 134 nuovi docenti sono stati destinati alla scuola dell’Infanzia, 187 alla Primaria, 144 alla media di primo grado e altri 123 alla media di secondo grado. Per complessivi 588 posti di sostegno. Eccoli qui i freddi numeri. Dietro i quali ci sono persone, famiglie, anni di precariato che da un lato finalmente vedono l’agognato posto fisso e dall’altro dovranno ancora aspettare la stabilizzazione. I 2.511 posti per la Sicilia saranno divisi per metà ai vincitori degli ultimi concorsi a cattedra (inseriti nella Gm, graduatorie di merito) e per l’altra metà ai precari ancora nelle graduatorie provinciali ad esaurimento (Gae).

Graziamaria Pistorino, segretaria della Flc Cgil Sicilia: «Viviamo una fase estremamente difficile, con i dati Svimez che danno la Sicilia come fanalino di coda della crescita del Paese e perfino del Mezzogiorno. È necessario che i decisori politici, nazionali e regionali, assumano l’unica strategia possibile di investire in conoscenza, istruzione e ricerca: cominciamo dagli organici della scuola elementare, costruiremo il futuro senza subirlo».

Il cronoprogramma di avvicinamento al nuovo anno scolastico procede con le immissioni in ruolo del personale docente che saranno completate – compresa la fase della individuazione per competenze – entro il prossimo 14 agosto. Mentre entro il 31 agosto saranno effettuate le assegnazioni provvisorie. A seguire, le supplenze (annuali e fino al 30 giugno) verranno assegnate entro l’avvio delle lezioni secondo i calendari territoriali. «Quello che delude è il fatto che la coperta utilizzata per coprire i posti era già corta – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ma è stata anche messa male. Perché c’erano dei precisi impegni da parte del Miur che sono stati anche stavolta disattesi. Continua a esserci il bluff dei posti in organico di fatto che non sono stati trasformati in organico di diritto. Un docente su otto continuerà ad essere precario; nel sostegno uno su quattro. Con inevitabili ripercussioni per gli alunni disabili o con problemi di apprendimento».

E così, a conti fatti, alla Lombardia tocca il 25% delle nuove immissioni in ruolo. Alla Sicilia meno del 5%.

Non è tutto. In Sicilia, i posti per gli insegnanti non tengono conto delle difficoltà del nostro territorio, dove molte scuole operano in aree ad altissimo tasso di dispersione e abbandono scolastico. Anzi diminuiscono a causa del calo degli alunni iscritti (costante anche per il 2017-2018). «Nelle scuole che si trovano in contesti a rischio e con difficoltà di assorbimento dell’offerta formativa – sottolinea Pacifico – il numero dei docenti e del personale Ata dovrebbe essere superiore alla media nazionale. Anziché dare alla scuola “Falcone” dello Zen solo 170mila euro per progetti extracurriculari, perché non proviamo a dare anche più insegnanti e bidelli?».

Ridotte all’osso anche le supplenze. I dati del Miur indicano 894 cattedre di posto comune: appena il 3% di quelle assegnate a livello nazionale. Non è detto però che i posti vadano tutti ai precari. Ciò dipenderà da quanti insegnanti siciliani otterranno l’avvicinamento a casa, anche se soltanto per un anno. Maggiore sarà il numero di questi docenti, minori saranno le possibilità per i precari di ricevere una supplenza per tutto l’anno o per 9 mesi. L’ultima spiaggia? Gli spezzoni di orario e le supplenze brevi decise dai presidi.

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