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Il poliziotto «L'aumento dei sequestri segnale allarmante»

L'ampia fetta di consumatori fa aumentare il "drug business"

Il poliziotto «L'aumento dei sequestri segnale allarmante»

Catania - È risaputo: Catania è un importante crocevia nello spaccio di stupefacenti in Sicilia e le organizzazioni criminali investono sempre più sulla coltivazione diretta di intere piantagioni di marijuana gestite proprio dai boss. La criminalità legata alla diffusione di sostanze stupefacenti - in questo caso di tipo leggero come la marijuana - fa comunque leva su un’ampia fetta di consumatori che con le proprie richieste alimentano il “drug business”.

«È altrettanto ovvio che durante i fine settimana lo spaccio locale cresca a dismisura, considerato che i trafficanti di Catania riforniscono anche le realtà vicine di Siracusa, Ragusa, Enna e Messina - dice Antonio Salvago, dirigente della Squadra mobile -. Le nostre attività di controllo, inoltre, hanno consentito di verificare anche l’esistenza di collegamenti con importanti narcotrafficanti di marijuana albanesi».

Ma a Catania lo spaccio di sostanze stupefacenti di tipo leggero, come la cannabis, in che contesto si inserisce?

«Di recente nella zona di Vaccarizzo abbiamo trovato un vero e proprio laboratorio industriale di produzione della marijuana -prosegue Salvago - Questo ci fa capire che le organizzazioni criminali catanesi non soltanto si rivolgono fuori per acquisire lo stupefacente, ma hanno cercato anche di produrlo in proprio e poi lo vendono nelle piazze locali. A Catania ne abbiamo tantissime, soprattutto nel rione di San Cristoforo, ma anche a Librino, a San Giovanni Galermo, Picanello e Monte Po. A volte capita che più organizzazioni investano nella stessa piazza, quando questa garantisce importanti proventi. Piazza Teatro Massimo, invece, ha sviluppato un mercato anomalo perché non è gestita dalle organizzazioni criminali, bensì da italiani e stranieri che approfittano del luogo di aggregazione giovanile per vendere la droga a prezzi accessibili anche ai ragazzi, considerato che una stecchetta di marijuana costa 10 euro e a volte anche 5. Il prezzo, indubbiamente, incoraggia il consumo».

Negli ultimi anni l’attività criminale di spaccio si è incrementata?

«È più corretto dire che c’è stato un aumento dei sequestri. Questo dimostra che c’è un uso e una richiesta importante sia in città sia nella provincia, che da Catania si rifornisce. Per la cannabis la richiesta è trasversale: la maggior parte sono consumatori giovani, ma c’è anche il professionista»..

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