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ROMA

Cassazione nega i domiciliari a Mesina

"Attuali ed effettive le sue potenzialità criminogene"

Cassazione nega i domiciliari a Mesina

ROMA, 13 OTT - Niente detenzione domiciliare, nè braccialetto elettronico, per Graziano Mesina, il bandito sardo - di 75 anni - arrestato nuovamente nel 2013 per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, accusa per la quale nel dicembre 2016 è stato condannato in primo grado a trenta anni di reclusione. Lo ha deciso la Cassazione che nelle motivazioni di rigetto della richiesta di scarcerazione sottolinea che sono "attuali ed effettive le sue potenzialità criminogene" non "fronteggiabili" con misure meno gravose della cella. Nella sua decisione, la Suprema Corte spiega che la posizione di Mesina è stata valutata "con esclusione di ogni congettura" da parte del Tribunale della libertà di Cagliari che per primo, nel gennaio 2017, aveva confermato la detenzione nel carcere nuorese di Badu 'e Carros per l'uomo a lungo considerato il criminale sardo più pericoloso del dopoguerra. Dunque, nessun complotto contro di lui, nonostante Mesina abbia sostenuto di essere stato 'incastrato'

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