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L'Eni: «Non vogliamo lasciare Gela

L'Eni: «Non vogliamo lasciare Gela ma Regione e Comune facciano loro parte»

L'audizione all'Ars del project manager dell'azienda, assente Crocetta

L'Eni: «Non vogliamo lasciare Gela ma Regione e Comune facciano loro parte»

PALERMO - “Eni ha rispettato pienamente gli impegni presi nel protocollo del novembre 2014, ad oggi ha investito a Gela 200 milioni di euro: una società che pensa di lasciare Gela non investe certamente 200 mln”. Così Luigi Ciarrocchi, project manager di Eni a Gela parlando in audizione davanti alla commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana, alla presenza del sindaco di Gela e dei rappresentanti sindacali. L’audizione è cominciata poco dopo le 14. La commissione aveva convocato anche Rosario Crocetta, ma il governatore è assente, così come gli assessori. Per la Regione sono presenti solo i dirigenti generali dei dipartimenti attività produttive e ambiente Alessandro Ferrara e Maurizio Pirillo. “L’assenza del governo regionale è grave”, dice il deputato regionale del Mpa Pino Federico. 

 

 

 “L’Eni sta facendo la propria parte - ha detto ancora Ciarrocchi rispetto gli adempimenti da parte delle istituzioni - ci aspettiamo che anche le altre parti firmatarie del protocollo su Gela facciano la loro. Da parte di Regione e comune c’è stato un notevole cambio di marcia che ci fa ben sperare per il futuro ma dobbiamo toccare con mano”.

 

 

Ma solo la settimana scorsa la Regione siciliana ha ricevuto dall’Eni l’elenco delle procedure amministrative di sua competenza per la "vertenza Gela". A rivelarlo è stato Francesco Manna, responsabile relazioni enti locali e istituzioni dell’Eni, rispondendo a una specifica domanda fatta dal dirigente del dipartimento Ambiente della Regione, Maurizio Pirillo, durante l’audizione in commissione Attività produttive dell’Ars.

 

Il dirigente ha chiesto alla delegazione dell’Eni presente nella sala Rossa quali sono gli adempimenti di cui si deve fare carico la Regione. “La lista c’è, l’abbiamo trasmessa alla segreteria generale della Presidenza”, ha risposto Manna, aggiungendo che in questa fase gli intoppi burocratici e i ritardi su alcune autorizzazioni per la riconversione della Raffineria di Gela dipendono dal ministero dell’Ambiente. Pirillo ha sottolineato che a chiedere espressamente all’Eni l’elenco delle procedure di competenza regionale è stato il governatore Rosario Crocetta.

 

L’Eni ha sostenuto che nel 2015 sono stati 1.062 i lavoratori dell’indotto collocati, a fronte dei 900 previsti nel protocollo del 2014. Dal novembre di due anni fa a oggi sono stati aperti a Gela 53 cantieri per il risanamento ambientale, la manutenzione e la produzione. Per quanto riguarda la Raffineria, Ciarrocchi ha sottolineato che “l’Eni sta portando avanti l’ingegneria di dettaglio, utilizzando altre risorse umane” e che questo mese apriranno nuovi cantieri, che impegneranno un centinaio di lavoratori, per lo smontaggio degli impianti anticipando i tempi, legati alle procedure burocratiche, assumendosi così “un rischio industriale”. E ha aggiunto che i passi in avanti sono stati compiuti “nonostante il ricorso al Tar di 5 comuni e delle associazioni ambientaliste, rigettato a luglio, e nonostante l’ulteriore ricorso al Consiglio di Stato, in attesa dell’udienza”.

 

Per il risanamento ambientale, ha precisato l’Eni, sono stati investiti 38 milioni di euro in progetti autorizzati, alcuni già completati e altri in corso. Confermata, inoltre, la nascita a Gela di un centro per la formazione del personale: il gruppo stima quest’anno di formare circa 700 lavoratori. Ok anche alla sperimentazione del guayule, una pianta coltivabile in paesi dal clima temperato, come alternativa alla gomma naturale che si ottiene quasi esclusivamente dagli alberi di Hevea brasiliensis che si trovano nei paesi a clima tropicale: domani è prevista la firma di una lettera d’intenti tra Versalis (Eni) ed Ente sviluppo agricolo (Esa). Rassicurazioni anche sui 32 milioni di euro garantiti da Eni come compensazione al territorio di Gela, finora sono stati spesi 150 mila euro, altri 150 mila sono già destinati a interventi sul porto.

 


Il sindaco Domenico Messinese ha riferito in commissione che è quasi pronto l’elenco dei progetti da far rientrare nella compensazione; saranno condivisi con il consiglio comunale e poi sottoposti alla Regione per la firma.

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