home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Blutec, entro dicembre 350 operai al lavoro a Termini Imerese

Ad aprile l’azienda dovrebbe illustrare il secondo progetto industriale da 190 milioni euro che dovrebbe riguardare la produzione di auto ibride ed elettriche nell’ex stabilimento della Fiat

Blutec, entro dicembre 350 operai al lavoro a Termini Imerese

PALERMO - Blutec, la società che ha riaperto lo stabilimento ex Fiat a Termini Imerese (Pa) prevede il rientro al lavoro di 350 lavoratori su circa 700 ex operai entro la fine dell’anno.


È quanto emerso, secondo quanto riferisce la FIOM, nel corso del vertice al ministero dello Sviluppo economico con la direzione aziendale della società del gruppo Metec Stoma e i sindacati. Si è discusso dello stato di avanzamento del primo progetto per Termini Imerese, dove la società a maggio ha riaperto la fabbrica ex Fca. L’azienda nello specifico ai sindacati ha riferito che in atto già 90 ex operai sono tornati al lavoro e si occupano di costruzione dei contenitori delle batterie e altri sono addetti alla ricerca e progettazione; altri 30 rientreranno ad aprile per occuparsi della realizzazione di prototipi; ulteriori 130 lavoratori, invece, rientreranno in fabbrica ad agosto e si occuperanno della trasformazione di Doblò e scooter con motori endotermici in motori elettrici, mentre circa 100 saranno rioccupati a dicembre nell’area lighting. Entro marzo il Mise riconvocherà l’azienda, le organizzazioni sindacali e le istituzioni per implementare le possibilità produttive dell’area industriale di Termini Imerese attraverso anche lo strumento di «area di crisi complessa». Ad aprile, invece, l’azienda dovrebbe illustrare il secondo progetto industriale da 190 milioni euro e che riguarderebbe la produzione di auto ibride ed elettriche nell’ex stabilimento della Fiat consentendo il reimpiego di ulteriori 350 ex tute blu entro il 2018.


Per Michele De Palma e Roberto Mastrosimone della Fiom l'incontro è stato «utile a verificare lo stato di avanzamento del progetto». «Occorre, però, recuperare il ritardo accumulato - dicono i sindacalisti - e dare certezza e concretezza al piano visto che l’azienda ha nelle proprie disponibilità più di 20 milioni di euro per realizzare l’investimento e porre stabili premesse al passaggio alla seconda fase del piano per completare la ricollocazione definitiva sia degli ex dipendenti Fiat che dell’indotto».  Il 7 marzo a Termini Imerese è prevista una riunione con i sindacati e i delegati per definire nei dettagli le attività da realizzare. 

«La Uilm vigilerà con attenzione sull'effettiva partenza dei lavori di cantieristica di conversione del sito ex Fiat di Termini Imerese annunciata oggi da Blutec all’incontro tenutosi presso il Ministero dello Sviluppo economico. Troppi ritardi sono stati accumulati ed ora è arrivato davvero il momento di partire». Lo dicono Gianluca Ficco e Vincenzo Comella, rispettivamente segretario nazionale e segretario provinciale di Palermo della Uilm.
«La Blutec - proseguono - ha illustrato in maggiore dettaglio il piano industriale che intende realizzare, concentrato sempre di più sulla mobilità sostenibile, in particolare sull'allestimento di vetture elettriche; tuttavia potrebbe essere ridimensionata l’altra parte del piano relativa alla produzione di componentistica e questo naturalmente ci preoccupa». «Per quanto concerne il grave problema dell’indotto e la necessità di attirare investimenti sul territorio - concludono - il ministero dello Sviluppo economico si è detto pronto a convocare un tavolo istituzionale che approfondisca le opportunità derivanti dall’avvenuto inserimento di Termini fra le aree di crisi complessa. I prossimi appuntamenti con Blutec, invece, sono fissati per il 7 marzo a Palermo e per il 30 marzo al ministero».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa