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Primo Maggio: i sindacati a Pozzallo

Primo Maggio: i sindacati a Pozzallo tra emergenza immigrazione e lavoro

La Camusso attacca Renzi: «Dal governo solo propaganda»
Primo Maggio: i sindacati a Pozzallo tra emergenza immigrazione e lavoro
POZZALLO – Migliaia e migliaia di migranti, migliaia di morti. Il dramma che ormai connota il Mediterraneo, a partire dal Canale di Sicilia, chiede un impegno corale dell’Ue all’insegna della solidarietà e dell’accoglienza. È da Pozzallo, in provincia di Ragusa, porto simbolo per gli sbarchi dopo Lampedusa, che Cgil, Cisl e Uil lanciano l’appello celebrando qui il Primo maggio. Perché – è il senso della loro scelta – quest’anno la Festa del lavoro mette al centro, oltre all’emergenza occupazione, l’emergenza immigrazione. “La solidarietà fa la differenza. Integrazione, lavoro, sviluppo. Rispettiamo i diritti di tutti, nessuno escluso”, è lo slogan scelto dalle tre confederazioni. Dopo il saluto del sindaco di Pozzallo, Luigi Ammatuna, si sono alternate le testimonianze dei lavoratori (uno del settore del turismo, uno dell’agricoltura ed un immigrato). A questi sono seguiti gli interventi dei tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Dopo i comizi, Camusso, Furlan e Barbagallo hanno deposto in mare una corona di fiori in memoria dei tanti migranti morti nel Mediterraneo.   «Il primo pensiero va ai morti nel Mediterraneo e ai morti in Nepal». Così il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, aprendo l’intervento dal palco del Primo maggio a Pozzallo e chiedendo così alla piazza un minuto di silenzio. Un primo maggio della «solidarietà e dell’accoglienza», in occasione del quale «chiediamo all’Ue di agire: non basta chiudere le frontiere». ha detto il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan. Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso ha invece ricordato che «l’articolo 10 della Costituzione dice che c’è il diritto di asilo in questo Paese e poi l’articolo 11 che l’Italia ripudia la guerra».   Parlando invece dell’emergenza lavoro, il ledaer della Cgil ha sottolineato che «c’é solo la propaganda di chi continua a dire che con un decreto si crea occupazione». E «non ne possiamo più che si divida sempre, i lavoratori dai lavoratori, i precari dai precari», ha aggiunto attaccando l’azione del governo. «L’ossessione del governo dovrebbe essere quella di creare lavoro» ha detto ancora ricordando ancora la Costituzione e cioè che l’Italia è «una Repubblica democratica fondata sul lavoro».   Anche il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha posto l’accento sulle “tante leggi sbagliati dai governo Renzi e Monti”, mentre la segretaria della Cisl Annamaria Furland ha detto che “i posti di lavoro non si creano con le regole, ma con la crescita”.

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