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Poste, a Catania 2.000 impiegati in piazza contro i tagli ai servizi

Poste, a Catania 2.000 impiegati in piazza contro i tagli ai servizi

Provenienti anche dalle province di Messina, Siracusa, Ragusa, Enna, Caltanissetta, si sono radunati davanti agli uffici postali di via Etnea per una protesta pacifica GUARDA IL VIDEO

Poste, a Catania 2.000 impiegati in piazza contro i tagli ai servizi

CATANIA - Duemila e forse più lavoratori postali provenienti anche dalle province di Messina, Siracusa, Ragusa, Enna, Caltanissetta, su iniziativa del Slp Cisl, si sono radunati questo pomeriggio davanti agli uffici postali di via Etnea. Sono arrivati a bordo di quindici pullman con striscioni, bandiere e soprattutto tanta rabbia addosso mista a preoccupazione per un futuro che si prospetta pieno di incognite. Perché sono convinti che posti di lavoro, azienda e qualità del servizio siano seriamente a rischio. Dopo la prima manifestazione a Palermo oggi un’altra protesta pacifica e civile nel capoluogo etneo dove assieme ai lavoratori, erano presenti il segretario generale della Cisl Sicilia Mimmo Milazzo, il segretario della Slp Cisl Sicilia Giuseppe Lanzafame e i vertici Cisl delle sei province coinvolte nella mobilitazione, Rosaria Rotolo (Catania), Tonino Genovese (Messina), Paolo Cantaro (Siracusa e Ragusa) ed Emanuele Gallo (Enna e Caltanissetta).  

 

 

video di Davide Anastasi

 

 

Una protesta contro «lo stato confusionale in cui l’azienda versa nell’Isola» e per «una seria riorganizzazione che valorizzi la qualità dei servizi e guardi allo sviluppo e non ai tagli». «Insistiamo - afferma Giuseppe Lanzafame - per il ripristino delle regole, per il rispetto della dignità dei lavoratori. Non cerchiamo privilegi, ma il pagamento di tutte le spettanze contrattuali». «Ci preoccupa - incalza Mimmo Milazzo - una realtà aziendale con 1200 lavoratori precari con contratto part time, completamente dimenticati. Con autovetture, furgoni e motomezzi obsoleti, insufficienti e da rottamare. In cui un clima conflittuale non aiuta, né chi lavora né i cittadini che fruiscono del servizio».  

 

Sono arrivati in massa i lavoratori per urlare come il piano di Poste Italiane sia davvero inaccettabile: a partire dai tagli alla distribuzione della corrispondenza. In 5.296 Comuni l’azienda ha annunciato che ridurrà da dieci a cinque giorni ogni due settimane la consegna della corrispondenza e la chiusura di 450 uffici postali e l’apertura a giorni alterni di altri 609. In Sicilia chiuderanno ben 27 agenzie.

 

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