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Raffineria di Gela: riconversione a rilento, autotrasportatori fermi

Raffineria di Gela: riconversione a rilento, autotrasportatori fermi

A sette mesi dalla firma degli accordi sulla produzione di biocarburanti, gli impianti restano chiusi e i camionisti restano fermi: proclamate 48 ore di sciopero
Raffineria di Gela: riconversione a rilento, autotrasportatori fermi
GELA - A sette mesi dalla firma dell’accordo sulla riconversione della raffineria di Gela, le procedure per l’attuazione degli accordi vanno a rilento, così a rilento che gran parte degli autoatrasportatori gelesi sono stati costretti a fermare i loro mezzi per mancanza di lavoro. Non è ben chiaro quali siano i motivi del rallentamento nelle operazioni di bioriconversione del petrolchimico, che come da più parti segnalato, presenta delle criticità, fatto sta che le attività industriali sono andate via via riducendosi con tantissimi lavoratori in messi cassa integrazione e quelli dell’indotto che hanno visto scomparire il lavoro. E’ per questo che gli autostrasportatori gelesi sono scesi sul piede di guerra. Gli autotrasportatori di due consorzi di Gela hanno dichiarato lo stato di agitazione denunciando il mancato rispetto degli accordi sindacali che, a seguito della chiusura della raffineria Eni di Gela e della sua riconversione per la produzione di bio-carburanti, «sta causando il fermo del 60% della categoria e l’esclusione da ogni possibile ricorso agli ammortizzatori sociali». I consorzi Autotrasportatori del Golfo” e “Gela Trans” con un comunicato fanno sapere che «nel caso dovesse persistere l’inspiegabile disinteresse» nei loro confronti, attueranno un primo pacchetto di 48 ore di sciopero «ed altre ripetute e tangibili forma di lotta», che potrebbero prevedere i tradizionali presidi con uomini e mezzi agli ingressi della città.   L’accordo per la riconversione degli impianti prevede l’impegno dell’Eni all’utilizzo del sito gelese, per l’insediamento di una bioraffineria nonché come base logistica per l’on e l’offshore e la nascita di un nuovo centro di alto livello per la sicurezza nel settore dei biocarburanti. Confermati gli investimenti sul bioetanolo di Mossi & Ghisolfi. Per l’area poco più di un mese fa è stata apporovata la dichiarazione di area di crisi complessa che prevede incentivi per le aziende nuove e già insediate che vorranno investire nel sito e sono previsti sostegni al reddito per i lavoratori. Ma per quello che vedono proprio i lavoratori le cose vanno molto a rilento.

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