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Taormina, "La Giara" tornerà al Comune il 18 gennaio

Ieri la visita dell'ufficiale giudiziario, intanto la Giunta ha deciso di abbassare il canone d'affitto del locale

Taormina, "La Giara" tornerà al Comune il 18 gennaio

TAORMINA - Lo storico night club “La Giara” rientrerà in possesso del Comune, che è il legittimo proprietario dello stabile, il 18 gennaio. È questo il frutto della concitata giornata che si è vissuta ieri nel cuore della città del Centauro. L’ufficiale giudiziario, Luciano Freni, scortato dal comandante Agostino Pappalardo e dal suo vice Daniele Lo Presti, ha fatto la sua apparizione nel locale, per eseguire lo sfratto nei confronti della “Night society”, che ha curato negli ultimi anni, grazie all’intuito dell’imprenditore Ettore Manuli la gestione del ritrovo noto in tutto il mondo. C’è stato anche un confronto tra il legale della società, Mario Galluppi di Cirella, e quello del Comune, Davide La Rosa.

Alla fine, anche a seguito di un intervento del sindaco, Eligio Giardina, si è trovata una soluzione tra le parti. In sostanza, la data prescelta farà in modo che gli attuali gestori possano organizzare la serata di Capodanno e poi avere il tempo per lasciare libero il locale dagli arredi di loro pertinenza. In ogni caso la procedura conclude l’era più recente della gestione de “La Giara”, inventata negli anni Cinquanta dai fratelli Chico ed Egisto Scimone.

Intanto, sempre ieri, la Giunta ha deliberato un atto di indirizzo per abbassare il nuovo canone del locale del 10 per cento. Si è ancora alla ricerca di locali stile “Billionaire”. Com’è noto, infatti, è andata deserta la gara d’appalto per concedere in affitto lo stabile. Mesi fa una determina del dirigente comunale, Massimo Puglisi, ha riaperto il bando di gara per l’affitto dei locali, da sempre palcoscenico della bella èpoque taorminese. Forse la base d’asta è stata considerata troppo esosa per una nuova attività. Era richiesto, infatti, un canone annuo base da 177mila euro. La gara era ovviamente al rialzo. Si parlava, quindi, di più di 14mila 750 euro al mese che, probabilmente, sono sembrati una cifra da capogiro. La vecchia società, dal canto suo, ha avanzato, tempo addietro, sostanziose richieste di risarcimento nei confronti del Comune. Quanti vogliono partecipare al pubblico incanto non dovranno avere in corso procedure di sfratto per morosità o di occupazione senza titolo e rapporti debitori o altro contenzioso nei confronti del Comune di Taormina. L’unità immobiliare verrà assegnata in locazione nello stato di fatto in cui si trova, senza che l’assegnatario possa avanzare pretese, a qualsiasi titolo, per eventuali opere di manutenzione, adeguamenti e altri lavori che intenda eseguire all’interno.

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