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Giardini, svelato il progetto del "Corridoio ecologico"

Il piano di intervento prevede una spesa complessiva di circa un milione e mezzo di euro per avviare la riqualificazione

Giardini, svelato il progetto del "Corridoio ecologico"

Giardini. Partita la progettazione per il “corridoio ecologico”, che comprende l’area tra il ponte della Statale e la foce del fiume Alcantara. Il piano di intervento è stato presentato dall’esperto per il dissesto idrogeologico del Comune di Taormina, Franco Ortolani, che si sta occupando anche degli aspetti riguardanti più da vicino il Consorzio per la rete fognante. Si parla di una spesa complessiva di circa un milione e mezzo di euro, per avviare la riqualificazione, che interessa e non poco proprio il sistema della depurazione. «Si tratta di un piano di intervento - ha affermato Pippo Morano, del Parco fluviale dell’Alcantara - che tende alla valorizzazione di una bellissima zona e renderla fruibile alle visite».

Il tentativo è quello di captare fondi europei, che servirebbero anche a restaurare l’alveo del fiume, proprio nella zona che “preme” sul tratto del Consorzio di Pietrenere. Ma nel piano, visto di buon occhio dalla lungimiranza dell’architetto Giuseppe Aveni, sono inserite anche altre priorità come quella del ripristino del viadotto a monte di questo percorso.

All’interno di questo elaborato è inserita la realizzazione di percorsi ciclabili e pedonali, per il ristoro e il cross. Ma nel “corridoio”, che poi ripercorre il tracciato del fiume, si potrà andare a cavallo anche grazie alla individuazione di “ippopercorsi”. Si parla anche della realizzazione di un ecologico ponte in legno per permettere l’attraversamento, in sicurezza, dell’Alcantara. In questo contesto si potranno effettuare varie attività all’interno di un giardino botanico fluviale Mediterraneo, che sarà caratterizzato da laghetti, percorsi “natura” e “bird watching”. Si avranno a disposizione anche due parchi tematici. Il primo è stato definito delle “foci migranti”; il secondo, invece, sarà quello sommerso del “fondale mutante”. Sono aree protette che si trovano proprio sulla zona prospiciente la costa. Tanta “carne al fuoco”, dunque, per cercare di dirimere una questione importante e che riguarda un tratto, dal punto di vista naturalistico, unico al mondo, ma che ha necessità di essere salvaguardato. Nessuno osa pensare a cosa accadrebbe, infatti, se realmente Pietrenere, dove si trovano gli impianti della depurazione, fosse invaso dalle acque del fiume durante un improvviso acquazzone. Insomma un progetto fondamentale per scongiurare disastri futuri.

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