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Nebrodi, rubavano e macellavano clandestinamente bestiame e poi lo rivendevano

Trentatré misure cautelari, indagati macellai, allevatori e anche medici veterinari dell'Asp. La Polizia di Sant''Agata di Militello ha scoperto nel territorio del Parco dei Nebrodi un vero e proprio mercato parallelo della carne venduta senza alcun controllo sanitario e mettendo a repentaglio la salute dei consumatori

Nebrodi, rubavano e macellavano clandestinamente bestiame e poi lo rivendevano

Tre veterinari dell’Asp sospesi, due arresti in carcere e 9 ai domiciliari e altri 18 tra obblighi e divieti di dimora. E’ questo il bilancio dell’operazione della polizia che ha eseguito 33 misure cautelari nel territorio del Parco dei Nebrodi nell’ambito dell’indagine 'Gamma interferon' che ha fatto luce su una presunta filiera illegale di ingenti quantitativi di carne destinata al consumo.

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Cinquanta le persone indagate, tra allevatori e macellai, affiancati da medici veterinari in servizio all’Asp di Sant'Agata Militello, ciascuno con un preciso ruolo nell’organizzazione di una filiera illegale e clandestina delle carni parallela a quella certificata.

Le misure cautelari sono state emesse dal Gip del Tribunale di Patti, Andrea La Spada, su richiesta del sostituto procuratore Francesca Bonanzinga. Le indagini hanno fatto emergere come le attività illegali abbiano inizio con furti di animali, fino alla macellazione clandestina e successiva vendita al pubblico, con messa in commercio di alimenti pericolosi per la salute, poiché privi di controlli sanitari e quindi ad altissimo rischio per la trasmissione di malattie infettive, quale la tubercolosi.

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