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Messina, preso latitante Ceccio: tornava in Sicilia con la compagna

Bloccati dai carabinieri subito dopo lo sbarco: erano armati ma non hanno opposto alcuna resistenza

Messina, preso latitante Ceccio: tornava in Sicilia con la compagna

Fabrizio Ceccio e Fortunata Caminiti

E’ finita sabato notte la latitanza di Fabrizio Ceccio, pluripregiudicato messinese di 45 anni, catturato dai carabinieri dopo una latitanza durante dieci mesi e ricercato per “associazione per delinquere finalizzata alle truffe, al riciclaggio ed alla ricettazione”.

L’uomo si era creato una falsa identità ma i militari seguivano i suoi movimenti ormai da mesi ed aspettavano solo il momento più opportuno per arrestarlo. Ci sono state intercettazioni e pedinamenti che hanno permesso di ricostruire nel dettaglio la vita del latitante, le sue abitudini e soprattutto la sua relazione con una pregiudicata messinese di 48 anni. I due provenivano da una località del nord Italia ed erano sicuri di avere raggiunto la Sicilia ma il loro viaggio si è concluso a bordo di una nave “Caronte”, ad un passo della costa messinese. Il blitz è stato fulmineo e non appena si è aperta la rampa del traghetto una decina di carabinieri sono piombati addosso alla coppia che non ha avuto il tempo di rendersi contro di cosa stesse accedendo né di reagire.

Il tutto di fronte agli altri passeggeri. Ceccio, resosi conto di non poter sfuggire alla cattura, ha ammesso la sua identità ai Carabinieri che nel frattempo lo hanno ammanettato mentre la donna ha cercato di far credere di essere un’altra persona, fornendo generalità false e documenti contraffatti. Alla fine, però, anche la sua identità è stata accertata e i carabinieri hanno appurato di trattasse di Fortunata Caminiti, compagna del latitante. L’immediata perquisizione ha permesso di appurare come i due fossero entrambi armati di pistola con matricola abrasa, carica e con colpo in canna. I militari hanno evitato eventuali reazioni rendendo impossibile l’utilizzo delle armi.

Nella successiva perquisizione a bordo dell’auto sono stati trovati 60 proiettili dello stesso calibro delle armi sequestrate, e cioè una beretta calibro 22 ed una sig Sauer calibro 9, numerosi telefoni cellulari, documenti falsi ed altro materiale adesso al vaglio degli inquirenti.

Per la coppia si sono spalancate le porte del carcere: i due sono stati infatti arrestati in flagranza di reato anche con l’accusa di porto abusivo di armi clandestine e munizioni . Nei confronti del Ceccio, inoltre, è stata data esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare che pendeva sul suo conto ed alla quale per quasi un anno era riuscito a sottrarsi.

Dopo le formalità di rito, Ceccio è stato ristretto in carcere a Messina mentre la donna presso quella di Catania Piazza Lanza.

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