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Evasione fiscale, sequestrato un milione a società collegate a Genovese

Tra conti in Svizzera, consulenze fantasma e fatture per operazioni inesistenti sottratti al Fisco almeno sei milioni di redditi

Evasione fiscale, sequestrato un milioni a società collegate a Genovese

Gli accertamenti fiscali sull'onorevole Francantonio Genovese, ieri sera condannato ad 11 anni alla fine del processo sulle truffe attraverso la formazione professionale, si allargano alle società di navigazione che garantiscono il traghettamento nello stretto di Messina. Il Nucleo Tributario della Guardia di Finanza, ai comandi del Colonnello Jonathan Pace, ha sequestrato conti e quote societarie per oltre un milione di euro riconducibili a Genovese, comprese le quote detenute nelle sigle Caronte & Tourist e NGI, Navigazione Generale Italiana.

Il provvedimento del Gip Monica Marino di Messina, emesso su richiesta del Pm Antonio Carchietti, nasce da un doppio filone di accertamenti sui conti del deputato nel periodo che va dal 2006 al 2014. Una parte degli accertamenti era finita nel processo Corsi d'Oro2, quello concluso ieri sera con 20 condanne, mentre la seconda tranche si muove parallelamente all'accertamento dell'Agenzia delle Entrate, che ha chiesto a Genovese la restituzione al Fisco di 16 milioni di euro per i fondi detenuti in Svizzera.

La Guardia di Finanza ha analizzato le fatture emesse da Genovese come legale nei confronti della società. Fatture staccate per consulenze mai effettivamente prestate, ed effettuate in realtà da altri studi professionali. Tali fatture, secondo le Fiamme Gialle, consentivano da un lato alle società d traghettamento di abbattere il reddito, dall'altro servivano anche alla contabilità dell'onorevole, che poi le faceva confluire nei conti della Caleservice, una società definita dalla Procura di Messina una "cartiera" dell'onorevole, che ne detiene il 99%. Attraverso la Caleservice Genovese avrebbe messo in piedi un sistema che gli consentiva di andare sempre in debito col Fisco, caricando debiti per immobili intestati ad altre società, ma di fatto riconducibili allo stesso deputato.

Il secondo filone di indagine riguarda gli interessi maturati dalle polizze fideiussorie sottoscritte in Svizzera, interessi che avrebbero fruttato, tra il 2008 e il 2014, quasi 2 milioni di euro, ma che Genovese non ha dichiarato in Italia.

Insieme al sequestro è scattata la denuncia per gli amministratori pro tempore delle società e infatti la Procura di Messina ha iscritto nel registro degli indagati i vertici del gruppo Caronte & Tourist e della compagnia Ngi Vincenzo Franza, Luigi Genghi, Francantonio Genovese, Maurizio La Cava, Massimo La Cava, Sergio La Cava, Olga Mondello, Cosimo Nava, Antonino Repaci.

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