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Letojanni, due medici del 118 arrestati per assenteismo

Attestate false presenza per circa due anni di lavoro, sequestrato anche il denaro incassato come ingiusto profitto

Letojanni, due medici del 118 arrestati per assenteismo

MESSINA - Risultavano presenti nei turni di notte mentre in realtà si trovavano nelle loro abitazioni o comunque lontani dalla sede di lavoro. Gli ultimi furbetti del cartellino ad essere scoperti sono due medici del 118 di Letojanni arrestati oggi dalla polizia. Si sarebbero assentati dal posto di lavoro, simulando false presenze, per circa due anni, dal 2014 fino all’agosto del 2016. La polizia ha eseguito nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Messina, Salvatore Mastroeni, su richiesta del sostituto procuratore della Procura della Repubblica, Anna Maria Arena.

 

L’inchiesta della Procura di Messina ha portato in carcere Antonino Corica, di 53 anni, e Antonino Ferlito, di 51. Il lavoro svolto dagli investigatori attraverso servizi di osservazione, con telecamere nascoste nella sede di lavoro, acquisizioni di copie dei registri di presenza, intercettazioni telefoniche e attività di analisi dei tabulati delle utenze telefoniche ha permesso di smascherare «una sistematicità di spudorate assenze dei due medici dal posto di lavoro - scrive la polizia in una nota - in contrasto con le firme presenza apposte sui registri». I due medici avrebbero simulato la presenza in servizio, sottoscrivendone l'apposito registro, con una serie di artifici e raggiri.

 

Ben 40 gli episodi accertati in capo a un medico e 36 quelli attribuibili all’altro. In particolare i sanitari risultavano falsamente presenti nei turni, coprendosi a vicenda. Inoltre avrebbero assunto un atteggiamento di sfida nei confronti dei colleghi di lavoro o di chiunque provasse a contrastare la loro condotta illecita.

 

Il Gip di Messina Savatore Mastroeni, che ha firmato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere, ha disposto inoltre nei confronti degli indagati il sequestro preventivo per equivalente di somme di denaro pari a oltre 16 mila euro per uno e quasi 15 mila euro per l’altro. 

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