home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Maria Grazia Cucinotta: «Salviamo la nostra Messina rasa al suolo dalla politica»

L'intervista alla popolare attrice che a 360° parla della sua vita, della sua città, della Sicilia e della politica

Maria Grazia Cucinotta: «Salviamo la nostra Messina rasa al suolo dalla politica»

Ci descrive la Mariagrazia Cucinotta da adolescente a Messina?

«Ah, fantastica, ero irrequieta. Sono cresciuta a Camaro S. Paolo, un quartiere magnifico, dove già la vita è abbastanza irrequieta; devo dire davvero una bella lezione di vita. Lì è tutto un sogno, raggiungere qualsiasi cosa diventa un sogno. Per me è stato un importante punto di partenza. Da lì non mi sono più fermata. Volevo cambiare la realtà che mi circondava, mi infastidiva vedere che lì c’era gente che continuava a soffrire ed a essere emarginata solo per il luogo di nascita che, poi, è solo il punto di partenza, non certo quello di arrivo. In tanti, scordando che siamo tutti uguali, tendono a ghettizzare, a giudicare. Ma sono pregiudizi stupidi che non portano a nulla, solo a fare vivere una condizione di disagio, quando, poi la dimostrazione vera è che, se ti danno una possibilità e se tu vali, alla fine, ce la fai».

Cosa conserva gelosamente dentro di sé di quel periodo?

«Conservo tutto, perché è stato il periodo più bello della mia vita. Fatto di gente vera, di affetto, di cose reali, ma anche di sogni».

Ci dica del rapporto con sua figlia oggi ancora adolescente? Come è mamma Mariagrazia?

«Non sono una sua amica. Io la devo solo guidare, è questo il mio compito, io devo far sì che i miei sbagli possano essere di lezione a lei, anche se poi, sono consapevole che anche lei dovrà sbagliare per imparare; sta a me, però, farle evitare gli errori grossi, quelli irreversibili. Le ho detto chiaro che deve essere responsabile e che mai deve tradire quella fiducia che ho in lei e la libertà di cui gode. E’ giusto che veda la vita vera, ma deve essere una buona osservatrice e sapere riconoscere il bene e il male».

Dopo avere diretto nel 2011 “Il Maestro”, che ha vinto il nastro d’argento alla mostra del cinema di Venezia, è tornata alla regia con un cortometraggio sul bullismo, dal titolo “Il compleanno di Alice”, che ha determinato qualche perplessità in presidi e professori, cosa vorrebbe dire in merito?

«Sono state fatte polemiche inutili. Io avevo detto che spesso si tende a ignorare perché sono i genitori quelli che credono che siano i professori a dovere risolvere i problemi che dovrebbero essere loro ad affrontare; ma non ne hanno l’autorità. Oggi, se si rimprovera un ragazzo, oppure gli dai una sberla, ti ritrovi quasi a essere denunciato. Va da se, che sia alcuni genitori che qualche professore tendano a ignorare, per non avere problemi. Da una parte, per carità, possono pure avere ragione, ma non si può perdere di vista che è di grande importanza fare rete tutti insieme, così da essere un’unica cosa per definire questo problema. I professori sono quelli che trascorrono la maggior parte del tempo con i ragazzi e sono loro che vedono cose che noi ignoriamo. Il mio messaggio voleva essere uno: ragazzini, non abbiate paura! E ancora: attenzione, un vostro gesto può arrecare gravi danni. I nostri giovani non sono cattivi, spesso non sanno che una loro azione può portare pure alla morte. Sogno per i bambini, un’oasi di pace e di serenità dove possano vivere la loro età e non fare l’adulto a soli 9 anni. Sono stata io stessa una bambina bullizzata, sono cresciuta a Camaro e ho frequentato la scuola media “Giorgio La Pira”, a contatto allora con realtà difficili, ma quelle stesse realtà devono essere combattute senza alcun pregiudizio. Tutti devono avere l’opportunità di vivere».

Come era a scuola lei da studentessa?

«Non ero una studentessa modello, ero dislessica e questo non mi ha certo aiutata; ero una sognatrice. Leggevo e fantasticavo, ma riuscivo poco a stare seduta. Ho capito tardi, purtroppo, l’importanza della cultura. Quando ti confronti con le persone, è quello il tuo biglietto da visita».

Come vede oggi Messina?

«Messina è la mia culla. Ritorno a casa mia, dormo nel mio lettino, mi faccio coccolare dalla mia mamma, che ho la fortuna ancora di avere. Amo Messina, è una città in cui, ancora oggi, la gente lotta per fare prevalere quella che è la bellezza di una terra che, comunque, per sbagli politici, è stata rasa al suolo. Penso, però, ai tanti che lottano e che ce la vogliono fare. Dobbiamo lottare per i nostri ragazzi».

Cosa sogna per il futuro di Messina?

«Vorrei che la gente capisse che il vero paradiso ci appartiene ed è la nostra terra; non ce n’è un’altra di Sicilia per il mondo. E’ una terra meravigliosa, ce la invidiano tutti anche se tutti, poi, hanno collaborato perché diventasse un inferno; ma, nonostante ci si siano accaniti contro, non ci sono riusciti perché la bellezza prevale e anche il nostro grande cuore, e poi noi abbiamo una marcia in più, quindi… Io dico sempre che chi soffre ha il terzo occhio».

Faccia un appello ai suoi concittadini. In cosa, secondo lei, anche loro peccano?

«Contesto ai messinesi il lasciarsi vivere e il non vivere, invece, la propria vita. In tanti si adagiano perché pensano: tanto ormai è così, non cambierà niente e allora aspettano. Nulla di più errato, non si può temporeggiare, aspettando che gli altri facciano; bisogna che tutti si sia parte del cambiamento. Certo, mi dice qualcuno, per te è facile che te ne sei andata. Per me, è stato molto difficile andare via perché io sono stata sola per tutta la vita e ho lasciato il bene più prezioso: l’affetto della mia famiglia. E’ un prezzo davvero caro da pagare».

Cosa direbbe ai giovani messinesi che si misurano, quotidianamente, con la disoccupazione?

«Il mondo è fatto di clan di politici, mi auguro che arrivi un politico che ami la nostra terra quanto noi e che, soprattutto, voglia fare un cambiamento, che rompa gli schemi. Loro, i giovani, quelli che vogliono fare davvero, intanto, devono imparare a fare gruppo. Ho incontrato tanti siciliani a Londra capaci di unirsi per creare realtà pazzesche, ma oggi tanti cercano solo di andare fuori per potercela fare».

Tornerebbe, se potesse, a vivere in riva allo Stretto?

«Si, subito, di corsa».

Ci dica del suo rapporto umano e professionale con Troisi.

«Troisi è stato per me una fortuna enorme; oltre ad avermi dato tantissimo dal punto di vista umano, forse, senza di lui, oggi, avrei fatto tutt’altro lavoro».

Quale?

«Un tempo, volevo fare la psicologa».

Rimpiange, talvolta, di avere lasciato Hollywood?

«No, è stato un percorso bellissimo; poi, sono arrivata in Cina, sono riuscita a conquistarla e oggi sono una delle attrici italiane, più conosciute. Io, siciliana. Si parla di Sicilia ovunque io vada e questo mi rende molto fiera».

Ci dica della Cina, dove da qualche tempo ha allargato i suoi interessi da produttrice.

«In Cina c’è ancora molto da fare; lì puoi costruire insieme a loro e fare tante cose, le stesse che in Italia, ingabbiati dalla burocrazia, richiederebbero anni interi. In Cina, invece, valutano e decidono subito. La cinematografia, in particolare, sta nascendo e migliora giorno per giorno. Oggi guadagna il 49% l’anno, non è male».

Cosa sogna ancora per il futuro?

«Sogno ancora tanto. Ho molte cose da fare. Voglio, soprattutto, coinvolgere i giovani. Volere cambiare, significa proprio ripartire dai giovani, dare loro speranza, perché essi facciano rinascere tutto. Fino a oggi sono stati soltanto maltrattati; ho letto di recente una frase che mi è rimasta bene impressa: “Ci dicono gioventù bruciata e poi bruciano i nostri sogni”. Ci deve fare pensare».

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 1
  • Simone Giacoppo

    01 Marzo 2017 - 12:12

    ....ho apprezzato il commento che hai fatto su Messina e condivido pienamente lo stato in cui si trova la nostra bella città. Mi piacerebbe e ritengo sia un augurio vedere sugli schermi cinematografici un film da te prodotto e diretto dove si evidenziano tutte le piaghe esistenti che hanno raso al suolo una bellezza inestimabile di una città meravigliosa che si chiama MESSINA .

    Rispondi

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa

CALENDARIO