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Confiscati 28,5 milioni all'imprenditore vicino ai barcellonesi e ai Santapaola e in affari con Messina Denaro

Le aziende di Salvatore Santalucia tra il 2003 e iol 2010 hanno avuto una crescita esponenziale. Lui è indicato dai collaboratori come il referente di cosa nostra a Roccella Valdemone ma aveva messo le mani anche sull'eolico grazie al boss di Castelvetrano. Vanno allo Stato 4 aziende e 326 terreni

Confiscati 28,5 milioni all'imprenditore vicino ai barcellonesi e ai Santapaola e in affari con Messina Denaro

Secondo la Dia di Messina, Salvatore Santalucia, imprenditore di Roccella Valdemone, è vicinissimo ai clan mafiosi del barcellonese e al clan Santapaola di Catania, oltre che essere legato per questioni di affari con imprese che gli invetigatori ritengono legate al boss latitante Matteo Messina Denaro.

E così la direzione investigativa antimafia di Messina, insieme agli uomini del Centro Operativo di Catania, ha proceduto alla confisca dell’intero patrimonio nella disponibilità dell’imprenditore ritenuto, nell’ambito di diverse inchieste giudiziarie, trait d’union tra le organizzazioni criminali mafiose operanti nel territorio a cavallo tra le province di Messina e Catania, per il controllo delle attività imprenditoriali di movimento terra, produzione di conglomerato cementizio e produzione di energia da fonti rinnovabili. Si tratta dei beni che la Dia aveva già sequestrato, su ordine del tribunale di Messina e su richiesta della Dda messinese, tra tra il dicembre 2015 e il marzo 2016.

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Santalucia, conosciuto come “Turi Piu”, è stato coinvolto in diverse operazioni antimafia perché risulterebbe legato alle famiglie mafiose dei Santapaola di Catania, tramite gli esponenti del clan “Brunetto” attivo nel versante jonico della provincia etnea - e a quella Barcellonese, come ha raccontato ai magistrati il collaboratore di giustizia Carmelo Bisognano. Santaluccia è stato infatti indicato quale “referente” per la zona di Roccella Valdemone.

L’attività imprenditoriale del Santalucia ha registrato, nel tempo, un’anomala crescita esponenziale, tanto da guadagnarsi, tra il 2003 e il 2010, la partnership con la società Eolo Costruzioni del Gruppo Nicastri, riconducibile a Vito Nicastri, leader in Sicilia nella realizzazione delle opere civili dei parchi eolici. Ma Nicastri è considerato dalla Dia di Messina e Palermo in strettissimi rapporti con il latitante Matteo Messina Denaro, ed è a lui che è stato confiscato un patrimonio economico per oltre 1,5 miliardi di euro.

A Santalucia sono state confiscate quattro aziende, operanti nel settore dell’agricoltura, dell’allevamento, del movimento terra, della produzione di calcestruzzo e delle costruzioni edili; 326 terreni, ubicati nei comuni di Roccella Valdemone (ME), Gaggi (ME) e Castiglione di Sicilia (CT), per l’estensione complessiva di circa 220 ettari; 23 fabbricati; 26 veicoli e vari rapporti finanziari del valore complessivo pari a 28,5 milioni di euro.

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