home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Scommesse e video-poker: Cosa Nostra vince sempre. Le carte dell' operazione "Beta"

L'inchiesta che a Messina ha portato all'arresto di 30 persone, ha svelato il «business miliardario del gotha delle mafie» e l'infiltrazione del clan catanese dei Santapaola nella città dello Stretto

Scommesse e video-poker: Cosa Nostra vince sempre. Le carte dell' operazione "Beta"

Messina - Magari sarà anche un po' di spocchia mista a millanterie. Eppure la mappa di Vincenzo "Enzo" Romeo è alquanto dettagliata. «... a Trapani lo ha per dire il nipote di Matteo (ndr: Matteo Messina Denaro), là ce l'hanno quelli lì, i Graviano, quello là per dire Totò Riina... dove... (inc.)... il genero di coso... no vero, la figlia di Lo Piccolo aveva il tabacchino con la Better, no, no vero».

Così parlava Romeo, ascoltato dalle microspie del Ros dei carabinieri. C'è da credergli? Il pedigree mafioso (è il figlio della sorella del boss catanese Nitto Santapaola) e soprattutto i riscontri dell'operazione "Beta" della Dda di Messina attribuiscono molta credibilità a questo rampante boss-manager, ritenuto il capo nella città dello Stretto.

E, nel contesto dell'inchiesta che ha portato a 30 misure cautelari, il "classico" delle corse clandestine di cavalli, ma soprattutto il core business nella gestione di centri scommesse, macchinette video-poker (truccate) e di tutto il sottobosco dell'online rappresenta uno dei capitoli di bilancio più importanti per quella che gli inquirenti hanno definito «una cellula messinese del clan Santapaola». Con una società, la "Primal Srl", titolare di concessioni su 24 sale e 71 corner. E con molti contatti a Catania. Un sentiero che porta a Malta, terminale degli affari illeciti.

Nelle 571 pagine di ordinanza, il gip Salvatore Mastroeni descrive come viene divisa la torta delle scommesse, con «la prova della presenza di accordi fra le varie compagini criminali siciliane, calabresi e pugliesi per la spartizione delle concessioni statali connesse al controllo delle scommesse tramite i propri imprenditori di riferimento». Nelle intercettazioni si descrive anche un summit: Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Sacra Corona Unita sedute allo stesso tavolo. A parlare di giochi. Ma in modo molto serio. E in questo consesso è ammesso «l'avvocato», così come si introduce al telefono quando parla con i boss di altre regioni, in quanto esponente della famiglia Santapaola-Romeo. La quale, per il gip, «ha proiezione internazionale». A Malta, infatti, ci sono le sedi delle società che gestiscono i server. Ma anche «soggetti operanti in nome e per conto del sodalizio nell'attività telematica di raccolta delle scommesse, in quella burocratico/amministrativa connessa alle intestazioni dei siti a prestanome all'uopo incaricati, e, soprattutto, nella gestione dei proventi maturati sul territorio italiano e fatti arrivare in loco in modo clandestino al di fuori di qualsiasi controllo del sistema fiscale italiano».

Nel settore, la cosca diversifica i suoi investimenti. Come ad esempio nelle «violazioni concernenti il circuito delle scommesse online». Fra i circuiti citati nell'ordinanza "Racingdogs.eu" (che «non risulta autorizzata in Italia»), "Betgame24" («sprovvisto di concessioni per la raccolta del gioco, sia diretto che a distanza»). Quest'ultima società corrisponde a un sito intestato a Giuseppe Castiglia, con residenza a Catania in "Via delle Vie" e indirizzo Ip dislocato in Germania, nella città di Hurt.

Fabio Laganà (indagato ma non arrestato), definito «uno dei sodali di Romeo», viene intercettato mentre parla con Giuseppe Verde (finito in carcere) ha uno scrupolo di coscienza. «Sempre così... schedine non ne parliamo con tutto lo schifo che c'è... a parte che è difficile vincere... ma poi con tutte le porcherie che ci sono... purtroppo i soldi hanno rovinato il vero calcio». Ma poi viene quella che il gip giudica «una inquietante rivelazione».
«Nel 2010 noi... La famiglia... Noi... Chievo-Catania 1-1 (...) Giravamo Messina per giocare (...) quando avevamo l'Intralot».
Si parla della partita della 29ª giornata di serie A 2009/10, sospesa da Snai dopo il 90% di giocate sul pareggio. Finì 1-1. E «dal comportamento degli scommettitori si desumeva chiaramente che essi conoscevano in anticipo il risultato», chiosa il gip.

L'altro comparto è quello delle "macchinette". Romeo è un monopolista, a Messina. Attraverso la "Win Play Soc. Coop." e la "Bet Srl", quest'ultima amministrata da Giovanni Marano (41 anni, catanese, indagato nell'operazione "Beta"), definito «soggetto con precedenti per truffa ed associazione di tipo mafioso». Ma anche qui c'è una pesante influenza etnea, con emblematici passaggi nelle pagine dell'ordinanza. Una parte degli atti sono stati infatti trasmessi, per competenza, alla Procura di Catania.

E poi ci sono i video-poker "taroccati". Un altro lungo capitolo dell'ordinanza, in cui si elencano numerosi bar e attività commerciali «a disposizione» del clan di Romeo. In un'intercettazione fra il commerciante Angelo Guerrera e il «referente tecnico del sodalizio» Giovanni Bevilacqua (nessuno dei due è indagato), il gip annota che «nel parco macchine noleggiato» ce n'erano alcune «prive di collegamento con il Monopolio» che «permettevano di giostrare sui parametri di vincita, molto spesso in accordo con lo stesso gestore che approfittava dei momenti nei quali la macchina aveva accumulato un numero di puntate tale da lasciare intuire l'imminente rilascio del jackpot per incrementare il proprio guadagno». E su questo aspetto il gip Mastroeni si concede una nota "sociologica": «Sono queste intercettazioni che il popolo di pensionati e di tanti senza speranza che sperano di vincere qualcosa nella vita, buttando i soldi ed arricchendo anche le associazioni mafiose, dovrebbero poter leggere e sapere». Parole sante.

Eppure il «sodale» Laganà, in una delle tante intercettazioni ha un altro sussulto di umanità. «Però minchia c'è gente malata mamma mia... vedo gente dalle 8 di mattina nei bar che giocano». Loro giocano e perdono. Perché vince sempre Cosa Nostra.
Twitter: @MarioBarresi

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa