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Giovane tetraplegico muore in casa fatiscente: genitori denunceranno Comune

Cristian, 16 anni, si era aggravato da quando si era trasferito negli alloggi popolari del villaggio di Zafferia a Messina. Da tempo i genitori chiedevano una sistemazione più adeguata per le condizioni del figlio

Giovane tetraplegico muore in casa fatiscente: genitori denunceranno Comune

MESSINA - Cristian, 16 anni, un ragazzo tetraplegico e con un solo polmone è morto oggi a Messina dopo molte sofferenze: il ragazzo stava male dalla nascita ma negli ultimi anni le sue condizioni di salute erano peggiorate da quando si era trasferito nelle case popolari del villaggio di Zafferia, che sono in condizioni disastrose perché molto umide essendo state costruite su una falda acquifera e un terreno argilloso. Ora i familiari annunciano azioni legali contro il Comune che non avrebbe fatto niente per trovare una diversa sistemazione al ragazzo, il cui stato di salute sarebbe precipitato proprio in seguito alle condizioni fatiscenti e insalubri dell’alloggio dove era costretto a vivere.


La vicenda era stata segnalata già lo scorso gennaio da Valentina Roberto, del «Fronte popolare auto organizzato», che insieme alla madre di Cristian aveva chiesto per il figlio un alloggio più dignitoso proprio per cercare di migliorare le sue condizioni di salute: «l'amministrazione, però, aveva sì trovato un’altra abitazione, ma non adatta a contenere tutti i macchinari di cui necessitava il giovane per essere tenuto in vita. Quindi si è passati alla ricerca di un’altra casa, ma nel frattempo le condizioni del ragazzo si sono aggravate ed oggi è morto», raccontano i familiari.


I genitori e Valentina Roberto annunciano denunce contro le istituzioni che, a loro dire, non sono state in grado di intervenire in modo efficace. «Presenteremo una denuncia - spiega Roberto - per chi è responsabile di quanto avvenuto a Cristian e anche per chiedere interventi contro chi ha permesso che quelle case fossero costruite in quella zona. Chiederemo anche abitazioni per chi ancora vive lì in condizioni di non sicurezza e soprattutto per i tanti altri bambini che respirano umidità che può fare loro male. Inoltre chiediamo che il comune si doti di un censimento delle case popolari per fare in modo che la ricerca diventi più semplice». 

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