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Vanno a Messina per rubare un motoscafo, un arresto

In manette un 30enne di Misterbianco che si era recato al porto con l'auto intestata alla moglie. Caccia agli altri componenti della banda.

Vanno a Messina per rubare un motoscafo, un arresto

Foto di repertorio

Azione criminale in trasferta per un commando di malviventi di Misterbianco protagonista al porto di Messina del furto di un motoscafo “Acquamar Phe “Phenicusa” con il quale sono poi fuggiti via mare in direzione di Riposto. La scena del furto sarebbe stata notata da un addetto alla sicurezza dell’area portuale che ha subito lanciato l’allarme ai carabinieri di Messina.
I malviventi avrebbero raggiunto la città dello stretto a bordo di due autovetture, tra cui una Fiat Panda che però è stata lasciata nel parcheggio del porto. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Tenenza di Misterbianco in collaborazione con i militari di Messina.

Gli accertamenti immediatamente eseguiti dai carabinieri hanno confermato che l’intestatario dell’utilitaria era una donna residente a Misterbianco. Nel frattempo i malviventi a bordo dello scafo, avendo compreso di essere stati scoperti da un sorvegliante mentre armeggiavano attorno all’imbarcazione, hanno abbandonato lo scafo nella spiaggia della zona “Tre Massi” a Riposto (alle spalle di via Colombo), facendo poi perdere le proprie tracce. Nelle ore successive è pervenuta ai Cc di Misterbianco la segnalazione da parte della proprietaria del furto della Panda. I militari dell’Arma hanno ben presto ricostruito il quadro, accertando che la tecnica della denuncia del furto era stata attuata per fugare ogni sospetto sulla presenza della Panda al porto di Messina.

Al termine di una rapida attività investigativa i carabinieri hanno arrestato con l’accusa di furto aggravato in concorso un 30enne incensurato, ovvero il marito della proprietaria della Panda. Il motoscafo, al termine dell’attività operativa dell’Arma, è stato restituito al legittimo proprietario, un 52enne di Messina. Proseguono le indagini per risalire all’identità degli altri componenti del commando.

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