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Moda: alla Milano Fashion Week in casa Missoni c'è aria di festa

Le celebrazioni per i 20 anni di direzione artistica di Angela Misssoni e una sfilata che invita a festeggiare

Moda: alla Milano Fashion Week  in casa Missoni c'è aria di festa

MILANO - Nel sabato delle sfilate milanesi, dedicate alle collezioni donna primavera/estate 2018, è andata scena la festa che celebra i vent’anni della direzione creativa di Angela Missoni per Missoni. «Mi sono detta: l'anno prossimo Missoni festeggerà i suoi 65 anni e farò una retrospettiva. No, per celebrare i 25 anni della mia direzione creativa voglio fare una festa!».


Angela Missoni festeggia i 20 anni di direzione artistica della maison

Ed è questo il tema della strabiliante collezione co-ed. Sotto una gigantesca tenda-patchwork, ideata dall'artista americana Rachel Hayes, alla festa in cui il dress code è a zig-zag si indossano trasparenti pizzi raschel, reti di maglia, repechages d'archivio di motivi jacquard, ricami su pizzo, applicazioni Swarovski e siderali riflessi di lurex e paillettes. In questa collezione leggera e piena di luce spiccano i lunghi abiti halterneck in chiffon di maglia con microtop scollato a V mentre le fantasie allover oppure piazzate di maschere astratte riprendono e reinterpretano i disegni anni 80 della maison e gli eleganti cappelli dall'ampia falda accarezzano sensualmente le spalle.

C'è un’aria di festa non solo per le celebrazioni doverose dei 20 anni alla guida creativa della maison di famiglia, ma anche nella moda per la prossima estate disegnata da Angela, con gli abiti e le gonne in maglia chiffon leggerissima e trasparente, i cardigan in pizzo di maglia, i pantaloni con il sangallo lavorato sulla maglia, i body e i pantaloni con le paillettes fluide, il pull di tulle goffrato stretch. Tutto in tinte pastello, dal rosa all’azzurro polvere, mescolate al lurex.


Ci sono tutti i motivi di casa: le bande, le righe, lo zigzag, insieme alle maschere riprese da una collezione del 1986, intarsiate sullo jacquard e posate su maschili pull di cotone, che diventano il leitmotiv della collezione. Ci sono pezzi lavorati a telaio, che si alternano ai riflessi traslucidi di maglie slick, blouson e top in viscosa lurex macrofiammata, portati sui pantaloni o sugli shorts in garza di lino con pantofole in pelle dipinta a mano.

 

Emozioni forti da Antonio Marras che sceglie il cantiere del Teatro Lirico come ambientazione della sua sfilata. Giulietta degli spiriti vaga in questa cattedrale post industriale. L’iniziativa «Cantiere-evento» è l’innovativo esperimento promosso dalla Fondazione Dioguardi e dall’Impresa Garibaldi nell’ambito dell’edilizia urbana, per accompagnare il restauro del Teatro Lirico di Milano. Il progetto, che vede la collaborazione del Comune di Milano, di A.A.M. Architettura Arte Moderna e del Politecnico di Milano, nasce dalla volontà di contrastare il disagio che un cantiere edile, di restauro o di nuova costruzione, rendendolo un inedito e significativo momento che rappresenta una nuova modalità per vivere uno spazio extra-ordinario altrimenti inaccessibile.

In un viaggio nel paese delle meraviglie, con un'Alice un po' fiamminga, un po' luci del varietà, un tripudio di righe, quadri finestrati, optical geometrici accompagnano pizzi, paillettes, tulle, ricami e intarsi per uno spettacolo che vive nel tempo del sogno.

 

 

 

Da Ermanno Scervino elementi in apparenza contrastanti convivono. Leggeri abiti in georgette con stampe armonicamente sovrapposte di fiori e glicini, arricchiti da interventi di pizzo, si fondono con l’allure rock di inedite camicie in pelle e dei guanti in tulle lunghi al gomito.

Capo icona della collezione l’abito sottoveste che diventa protagonista di un continuo gioco tra maschile e femminile con capispalla mannish.

 

 

 

 

Bulgari trova la sua ispirazione nello spirito libero della street art metropolitana. Allure cosmopolita e quel pizzico di ribellione che caratterizza il brand battono all’unisono nel segno di URBAN LOVE.

Nel nuovo modello SERPENTI POP HEART: due simmetrici e seducenti serpenti si fronteggiano a formare le due metà di un cuore, al suo centro la chiusura gioiello. Sei frecce irrompono nella composizione con la forza inaspettata, intricata e avvolgente dell’amore.

Con delicata maestria artigiana, la pelle di vitello è dapprima tagliata al laser per delineare i contorni del disegno, poi sovrapposta a un secondo strato di un colore contrastante, in modo da creare una giustapposizione cromatica d’effetto, visibile attraverso una serie di fessure rotonde. Corona il tutto il cuore serpentino trafitto da 150 borchie in metallo dall’anima rock.

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