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Stagione Teatro Massimo Palermo: da Zubin Metha a Turturro

Il cartellone si inaugura il 23 gennaio con «Guillaume Tell» di Rossini. Grandi sorprese, le scene di «Fra Diavolo», per la prima volta stampate in 3 D

Stagione Teatro Massimo Palermo: da Zubin Metha a Turturro

PALERMO - E’ stata presentata questo pomeriggio la stagione 2018 del Teatro Massimo di Palermo. Parola d’ordine innovazione e collaborazione con i più grandi teatri d’Europa. Si punta sui direttori d’orchestra più prestigiosi del momento, da Zubin Mehta, che torna per dirigere il Requiem di Verdi, a Michele Mariotti, Wayne Marshall e Fabio Biondi. La stagione si inaugura il 23 gennaio con «Guillaume Tell» di Rossini, opera che manca da Palermo da circa 60 anni, nella sua versione francese, diretta da Gabriele Ferro, con il baritono Roberto Frontali.


Le grandi sorprese della stagione saranno le scene di «Fra Diavolo», per la prima volta stampate in 3 D, costruite in amido di mais, dalla più innovativa società europea, la Wasp di Bologna, e per la gioia del creativo regista Barberio Corsetti. Ma ancora la regia di «Rigoletto» di Verdi, affidata a John Turturro, per non parlare del primo concerto assoluto per smartphone e orchestra diretto dal compositore Tan Dun, che vede la partecipazione della Kids orchestra del Teatro. Sul palcoscenico piccoli oggetti, frutto della stampante in 3D, che richiamano i titoli della stagione di opere, dalla mela di Guglielmo Tell, al cappello di Rigoletto al pugnale de «I Puritani» di Bellini. A giugno è la volta di «Cavalleria rusticana» e «Rapsodia satanica» di Pietro Mascagni. Altra scelta inattesa e meno frequentata, " La mano felice» di Arnold Schoemberg e " Il Castello di Barbablù» di Bela Bartok, una sfida che è stata raccolta dal duo, certamente innovativo, dei registi Ricci e Forte.

In totale saranno messe in scena dieci opere, tre balletti, tra cui il ritorno della grande Carolyn Carlson, e dodici concerti per la stagione sinfonica. Sia il sindaco Leoluca Orlando sia il soprintendente Francesco Giambrone hanno insistito sulla fertile coincidenza della stagione con Palermo, «capitale della cultura», con un incremento già registrato negli ultimi due anni di circa duemila spettatori in più. A seguire Gabriele Ferro salirà sul podio per "Le nozze di Figaro» per la regia di Chiara Muti. E si chiude a dicembre 2018 con una «Bohème» di Puccini, diretta da Daniel Oren, con Marina Rebeka .

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