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Ginecologo violenta paziente, Adile non risponde alle domande

Il primario accusato degli abusi su una donna tunisina si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip del Tribunale di Palermo

Ginecologo violenta paziente, Adile non risponde alle domande

Biagio Adile

Si è avvalso della facoltà di non rispondere, nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Maria Cristina Sala, il ginecologo palermitano Biagio Adile, da giovedì ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di una giovane tunisina di 28 anni.

L’interrogatorio, inizialmente fissato per venerdì scorso, era stato rinviato perché non era agli atti, a disposizione di giudice e difese, il file video registrato dalla vittima durante la violenza e consegnato agli inquirenti.

La registrazione confermerebbe le accuse della donna che ha denunciato il medico a febbraio scorso. Gli avvocati di Adile, Antonino Agnello e Andrea Treppiedi, faranno ricorso al Tribunale del Riesame contro la misura cautelare.

La tunisina è arrivata in Italia da «clandestina» per trovare lavoro e curarsi da una malattia di cui soffriva da anni. Adile, primario di Uroginecologia al Cervello di Palermo, l’aveva curata. Gli episodi di violenza subiti sarebbero due. Uno avvenuto nello studio privato del medico, l’altro in ospedale.

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