home page| open menuNotizie Locali

WHATSAPP: 349 88 18 870

WHATSAPP: 349 88 18 870

Immigrazione, non fu omicidio: scafista condannato per favoreggiamento

Jammeh Sulieman, originario del Senegal è stato condannato a 4 anni e 2 mesi, mentre per il gambiano Dampha Bakary è stata confermata l'assoluzione. Erano accusati di avere pilotato un gommone stracarico di altri migranti, 12 dei quali annegarono due anni fa nel Canale di Sicilia

Immigrazione, non fu omicidio: scafista condannato per favoreggiamento

PALERMO - La corte d’assise d’appello di Palermo ha condannato a 4 anni e 2 mesi per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e morte come conseguenza di altro reato Jammeh Sulieman, originario del Senegal. Confermata l'assoluzione per Dampha Bakary, gambiano. Per i due era stato chiesto l’ergastolo con l’accusa di omicidio plurimo. I due migranti in primo grado erano stati assolti.

Erano accusati di avere pilotato un gommone stracarico di altri migranti, 12 dei quali annegarono a luglio 2015 perché l’imbarcazione di fortuna si sgonfiò nel Canale di Sicilia, durante la traversata tra la Libia e la Sicilia. Il gup Gigi Omar Modica aveva applicato la discriminante dello «stato di necessità», perché i due fecero da scafisti ma non decisero «autonomamente e liberamente di avventurarsi per il Mediterraneo alla guida di un mezzo di fortuna, carico all’inverosimile di persone», con un centinaio di passeggeri in un natante di dieci metri. Tutto fu organizzato piuttosto da soggetti libici armati. Gli imputati erano difesi dagli avvocati Cinzia Pecoraro e Chiara Bonafede. 

COPYRIGHT LASICILIA.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA IL TUO COMMENTO

Condividi le tue opinioni su La Sicilia

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Il giornale di oggi

Sfoglia

Abbonati

I VIDEO

nome_sezione

EVENTI

Sicilians

GOSSIP

Qua la zampa

CALENDARIO