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Palermo: divieto di pregare a scuola, bimbi in classe col rosario per protesta

Continua la bufera mediatica sul preside che emesso una circolare per vietare i momenti di preghiera collettiva e rimosso i simboli religiosi dall'istituto

Palermo: divieto di pregare a scuola, bimbi in classe col rosario per protesta

PALERMO - «Giù le mani dalle statue». Lo avevano annunciato ieri e così oggi alcuni genitori della Ragusa Moleti, la scuola di Palermo il cui dirigente ha diffuso una circolare per vietare i momenti di preghiera collettiva, hanno mandato in classe i propri figli con un rosario al collo. Un modo per protestare contro la decisione del preside, Nicolò La Rocca, che ha deciso di togliere le statue della Madonna e di Gesù Cristo e le immagini di santi e del Papa dai corridoi e dalle stanze del plesso scolastico. Una scelta arrivata dopo la segnalazione, anche questa volta di alcuni genitori, a un quotidiano su momenti di preghiera collettiva prima delle lezioni e della merenda.

Così il dirigente scolastico alla guida della Ragusa Moleti solo dallo scorso settembre ha scritto una circolare ricordando il parere dell’Avvocatura dello Stato dell’8 gennaio del 2009 che esclude «la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose durante l'orario scolastico o durante l’ora di religione cattolica». Stop a preghiere collettive e via anche alle statue sistemate da anni dentro l'istituto. «Ci vuole rispetto per tutte le religioni, senza contare che quelle statue stanno lì da anni e sono state tolte senza che i genitori venissero contattati» protestano alcune mamme.

«Non c'è nessun documento scritto né disposizione - dice  il preside - in cui si vietano momenti di raccoglimento individuali. Non mi permetterei mai di farlo. In quella circolare ho solo ricordato un parere dell’Avvocatura dello Stato che esclude la possibilità di momenti di preghiera strutturati durante l’attività curriculare. Io sono un pubblico funzionario e ho l’obbligo di rispettare le norme». 

Certo è che La Rocca, non si aspettava un simile ciclone mediatico. «Un divieto oscurantista e incomprensibile» ha detto Maurizio Lupi, coordinatore nazionale di Ap. «Un gesto dettato dalla volontà di imporre laicismo e anticlericalismo» gli ha fatto eco Renato Schifani (Fi), mentre per Alessandro Pagano della Lega «proibire a dei bambini di tre e sei anni di pregare a scuola è una cosa indegna». Togliere le foto del Papa e le statue della Madonna? "Un atto ignobile" per il leghista.

Adesso il preside che è in contatto con l’Ufficio scolastico regionale replica: «Si trattava di statue molto ingombranti, anche un Buddha enorme avrebbe creato problemi».

Stamattina, intanto, uno striscione è comparso sui muri esterni dell’istituto. «Torni la Madonna!» c'era scritto. L’iniziativa è di Forza Nuova che punta il dito contro il dirigente e il suo "delirio laicista". «Via il preside piuttosto - dice Massimo Ursino, responsabile provinciale di Forza Nuova -. Nessuno può calpestare l'identità religiosa di un popolo. Rimuovendo immagini e statue e vietando le preghiere in classe, siano i presidi giacobini che hanno vergogna della nostra identità a lasciare le scuole non le statue della Madonna».

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commenti 1
  • Daxxer

    24 Novembre 2017 - 14:02

    Bravi, impedite di pregare ai bambini, impedite di capire quali siano le cose più belle e più vere. Impedite di credere in Dio perchè "c'è qualcuno a cui dà fastidio", ma non capite che questo mondo è allo sfascio proprio perchè ci stiamo affrettando ad estromettere Dio dalla nostra vita? Meglio avere ragazzini lobotomizzati e senza valori, più facili da compromettere. Togliete pure il Crocifisso: ricordate che rappresenta la massima espressione d'amore di Dio per tutto il genere umano, ma è difficile da capire? Dà fastidio perchè è amore, e chi promuove simili iniziative non ne ha nenche una briciola. Ma come potete prendervi una simile responsabilità? Ma per chi? Per quelli che ci uccidono mentre passeggiamo? Ricordate che siete responsabili dei nostri figli.

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